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Gli ultimi giorni del Carditiello

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Non sappiamo se la nostra profezia s’avvererà o meno ma di certo lo scempio del sito reale borbonico continua, nell’indifferenza più totale delle istituzioni.

Sabato sette e domenica otto luglio c’è l’apertura straordinaria del Sito Reale di Carditello, splendido esempio di architettura di scuola vanvitelliana e di dispotismo illuminato ma, al tempo stesso, emblema dello sfregio al patrimonio artistico e culturale italiano. A tutto ciò va aggiunto un primato, se giovedì prossimo, giovedì 12 luglio 2012, l’asta pubblica avesse successo, Carditello sarebbe il primo bene culturale pubblico messo all’asta ad essere venduto. Immaginate la reggia di Venaria, o il giardino di Boboli messi all’asta, quanti griderebbero allo scandalo, quanti smuoverebbero mari e monti per evitare un atto tanto ingiurioso nei confronti del nostro patrimonio culturale, ma stiamo parlando di Piemonte e Toscana, quindi d’Europa, non di quel limbo chiamato Campania.

La storia del cosiddetto villaggio di Carditello, simile a quello di San Leucio ma votato all’allevamento e al miglioramento degli armenti, l’abbiamo già esposta in maniera articolata lo scorso novembre (http://www.ilmediano.it/aspx/visArticolo.aspx?id=15506), basti sapere che la svendita e l’abbandono al vandalismo e alle intemperie del sito non fa onore a questo paese, non fa onore a quegli amministratori che prediligono le sagre di paese ad eventi come quello di questo fine settimana, che rischia di essere l’ultima possibilità di entrare e ammirare la gloria d’altri tempi delle nostre terre. Tutto ciò è scandaloso, è vergognoso, e al contempo tenuto nascosto. La paventata discarica di Corcolle, che minacciava Villa Adriana ha visto smuoversi addirittura il Presidente della Repubblica e le dimissioni del commissario prefettizio, incaricato all’uopo, mentre il nostro territorio langue tra discariche e cemento, cos’è che manca a questa colonia d’Europa per rasentare almeno un barlume di normalità?

Il sito di Carditello è splendido, visitatelo se potete, perché è probabile che non ce ne siano altre di occasioni. Ma fatelo, perché ne vale la pena. Arrivarci non è semplice, perché come d’abitudine le indicazioni per le nostre opere d’arte non ci sono e vi garantisco che è così anche per il caso specifico. Ad ogni modo, per chi parte dal Vesuviano, bisogna prendere la SS162, poi seguire la SS7bis direzione Villa Literno, uscire a Frignano e trovare qualche anima buona che vi dia indicazioni sul luogo, perché a parte spazzatura, roghi e campagna non c’è nient’altro che vi indichi dove siete e dove andare. Utile indicazione, il riferimento della Strada provinciale per Casaluce (SP229) che con buona probabilità vi porterà a Carditello.

Solo un’ala della struttura può essere visitata, il giudice che si occupa di Carditello e delle sue vicissitudini non ha dato il permesso per visitare l’edificio centrale, sembra che le ragioni siano da addurre al nuovo sistema d’allarme, che proteggerà quel che resta delle antiche suppellettili e delle fastose decorazioni. Un allarme, a questo punto, più per i visitatori che per i ladri che per decenni hanno asportato di tutto di più, finanche le cancellate e gli stemmi reali.

Tutto sommato vale la pena andarci, vale la pena acquisire la consapevolezza di un territorio che ci sfugge di mano, vale la pena esser partecipi della sua salvaguardia, anche con la semplice presenza lì, a sostegno dei volontari e per conoscenza delle ricchezze che possediamo e che spesso ignoriamo, ricordando che l’amore e il rispetto sono quasi sempre frutto della conoscenza.