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Halloween, dalle origini della festa ai giorni nostri

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Riflessioni culturali nella società moderna, il punto di vista della Chiesa.

Dove nasce l&rsquo;evento autunnale della festa di Halloween? E&rsquo; davvero una festa cos&igrave; temuta come sta facendo notare da qualche anno la Chiesa cattolica? Quali sono le sue vere origini?<br />Nel libro &laquo;I pilastri dell&rsquo;anno &ndash; Il significato occulto del calendario&raquo;, lo scrittore Maurizio Ponticello scrive che le storie tramandate su tale ricorrenza &ldquo;fanno tutte riferimento a miti antichi sebbene alcune siano corrotte fin dai tempi della colonizzazione della nuova religione, (&hellip;) oppure hanno un intessuto posticcio di moralismo cattolico del tutto estraneo alla cultura originaria dei Celti.&rdquo;

Contrariamente a quel che si crede questa festa non ha origini americane ma europee: risalgono all’epoca in cui Francia, Irlanda, Scozia e Inghilterra erano dominate dalla cultura celtica, prima che l’Europa cadesse sotto il dominio di Roma.<br />I Celti festeggiavano, il 31 ottobre, il loro Capodanno: il lavoro nei campi era concluso, ci si preparava al periodo pi&ugrave; freddo e meno luminoso dell&rsquo;anno, il raccolto era al sicuro e i contadini, con le loro famiglie, potevano finalmente riposarsi durante i lunghi mesi invernali.<br />Per la cultura celtica non c&rsquo;&egrave; una separazione tra il mondo visibile e quello invisibile, essi la notte del 31 ottobre si riunivano nei boschi e sulle colline per la cerimonia dell’accensione del Fuoco Sacro, per esorcizzare in tal modo gli spiriti maligni, era un&rsquo;attivit&agrave; ben augurale. Vestiti con maschere grottesche poi ritornavano al villaggio, facendosi luce con piccole lanterne ricavate da rape e cipolle.

Attraverso le conquiste romane, Cristiani e Celti vennero in contatto. Durante il periodo della cristianizzazione dell’Europa, la Chiesa tent&ograve; di sradicare i culti pagani, ma non sempre vi riusc&igrave; e sostitu&igrave; le festivit&agrave;. Nell&rsquo;anno 731 papa Gregorio III fece edificare in Vaticano una cappella edificata a tutti i santi, e fu scelta la data del primo novembre.<br />Tuttavia l’influenza del culto di Samhain, il Capodanno celtico, non fu sradicata e per questo motivo la Chiesa aggiunse, nel X secolo, una nuova festa: il 2 Novembre, Giorno dei morti, la Commemorazione dei defunti, dedicato alla memoria delle anime degli scomparsi, che venivano festeggiati dai loro cari, mascherandosi e accendendo dei fal&ograve;. Con papa Sisto IV nel 1475 la festa di Ognissanti &egrave; diventata obbligatoria in tutta la Chiesa d&rsquo;Occidente.

Si pone, inoltre, una riflessione di carattere etimologico.<br />In inglese, Ognissanti si chiama All Hallows’ Day; la vigilia del giorno di Ognissanti, cio&egrave; il 31 ottobre, si chiama All Hallow’ Eve. Queste parole si sono trasformate prima in Hallows’ Even, e da l&igrave; in Halloween.<br />Nonostante i tentativi della Chiesa cristiana di eliminare i riti pagani di Samhain, Halloween &egrave; rimasta una festa legata al mistero, alla magia, al mondo delle streghe e degli spiriti.

L’abitudine di mascherarsi negli Stati Uniti, cos&igrave; come in altri paesi d&rsquo;Europa (da pochi anni anche in Italia) in occasione di Halloween, deriva probabilmente dall’usanza celtica di indossare pelli di animali e maschere mostruose durante i riti dell’accensione del Fuoco Sacro, per ringraziare del raccolto ricevuto, spaventare gli spiriti e tenerli lontani dai villaggi.<br />L’usanza dei bambini di bussare alle porte delle case gridando &laquo;trick or treat?&raquo;, il famoso &laquo;dolcetto o scherzetto?&raquo;, deriva dall’usanza dei Celti di lasciare cibo e latte fuori dalla porta, nella speranza di ingraziarsi gli spiriti ed evitare le loro malefatte. In Irlanda, ancora oggi, si usano preparare i cd. soul cakes, dei dolcetti che si lasciano fuori l&rsquo;uscio di casa.<br />Quando gli Irlandesi arrivarono in America, scoprirono che le zucche erano molto pi&ugrave; adatte di cipolle e rape per la costruzione delle tradizionali lanterne di Halloween. Quindi la tradizionale storia di Jack O’ Lantern, celebre simbolo di questa festa, &egrave; ricavata da una zucca e ha un&rsquo;origine recente, di circa 100 anni, mentre le origini di Halloweeen, sono pi&ugrave; antiche.

La leggenda narra di un tale Jack, baro e ubriacone mascalzone, che sfida il demonio nella notte di Ognissanti: con un inganno, lo fa salire su un albero e l&igrave; lo imprigiona in quanto aveva precedentemente inciso la croce di Cristo sul tronco. Jack allora chiede uno scambio, &egrave; disposto a liberarlo qualora il diavolo gli prometta di risparmiarlo dalla dannazione eterna per le precedenti malefatte e per lo scherzo. Una volta morto, l&rsquo;anima di Jack si becc&ograve; un rifiuto sia sulla soglia del Paradiso, per la sua condotta in vita, sia all&rsquo;Inferno. Ma il demonio per mantenere il patto, gli porse un tizzone acceso affinch&eacute; illuminasse le tenebre in cui l&rsquo;anima di Jack era relegata in eterno. Per far durare pi&ugrave; a lungo la fiamma, Jack cav&ograve; una rapa e la pose all&rsquo;interno. Da allora l&rsquo;anima errante e dannata di Jack O’ Lantern si imbatte in luci accese alle finestre delle case, le quali segnalano che esse non sono pronte ad accoglierlo e deve cambiar strada.

Purtroppo in occasione di questa festa, che sebbene diversa, somiglia nelle modalit&agrave; di esecuzione al Carnevale (dove &ldquo;ogni scherzo vale&rdquo;), molte gruppi di persone, risalenti a matrice satanista, stravolgono l&rsquo;essenza culturale dell’avvenimento, che diventa il pretesto per perpetrare crimini e reati orribili, feste orgiastiche dove si assumono alcol e droghe di tutti i tipi. Per questo motivo, la Chiesa condanna Halloween definendola &ldquo;un osanna al diavolo&rdquo;, dalle parole di padre Amorth, il pi&ugrave; famoso esorcista vivente.

Come sempre, tutto risiede nelle intenzioni. Non ci sar&agrave; nulla di male nell&rsquo;accendere una candela in una zucca intagliata, n&eacute; mangiare dolcetti, n&eacute; commemorare i propri defunti e vedere film paurosi o raccontare, in famiglia e con gli amici, storie e leggende metropolitane su fantasmi terrificanti, il tutto sta nella misura, nel buon senso delle persone, anche perch&eacute; certe mode pi&ugrave; si ostacolano pi&ugrave; si fomentano e, in definitiva, la fede resiste a tutto, ma le parole della Chiesa sono comunque categoriche &quot;Halloween &egrave; una festa subdola.&quot;

”Mi dispiace moltissimo che l’Italia, come il resto d’Europa, si stia allontanando da Ges&ugrave; e, addirittura, si metta a omaggiare satana”, dice l’ esorcista Amorth secondo il quale ”la festa di Halloween e’ una sorta di seduta spiritica presentata sotto forma di gioco. L’astuzia del demonio sta proprio qui. Se ci fate caso tutto viene presentato sotto forma ludica, innocente. Anche il peccato non &egrave; pi&ugrave; peccato al mondo d’oggi. Ma tutto viene camuffato sotto forma di esigenza, libert&agrave; o piacere personale. L’uomo – conclude – e’ diventato il dio di se stesso, esattamente ci&ograve; che vuole il demonio”. E ricorda che, in molte citt&agrave; italiane, sono state organizzate le &laquo;feste della luce&raquo;, una vera e propria controffensiva ai festeggiamenti delle tenebre, con canti al Signore e giochi innocenti per bambini.

Mille discorsi potrebbero profilarsi: anche la Chiesa, ci insegna la Storia, &egrave; stata ed &egrave; protagonista di pagine nere e buie, di secoli di guerra ricordando le Crociate, di preti pedofili, della gestione criminosa dello IOR, di scandali e segreti, ma occorre distinguere tutto questo dalla fede e dalle Parole del Signore, per chi &egrave; cattolico, naturalmente. E bisogna fare le opportune differenze anche con Halloween.<br />L&rsquo;Italia &egrave; uno Stato laico, dove esistono altre confessioni religiose, diverse da quella cattolica, che convivono tra loro.

Se si volesse essere rigorosi, non si dovrebbero festeggiare n&eacute; il Carnevale, n&eacute; il Capodanno con i suoi rituali scaramantici, n&eacute; far celebrare il Capodanno cinese n&eacute; quello islamico, n&eacute; addobbare l’albero natalizio. Da un punto di vista strettamente religioso, allora ogni evento potrebbe facilmente sostituirsi a Dio, ma non &egrave; cos&igrave; per il credente (La Parola di Dio dichiara fermamente: &ldquo;Nessuno pu&ograve; servire due signori; perch&eacute; o ne odier&agrave; l&rsquo;uno, e amer&agrave; l&rsquo;altro; ovvero, si atterr&agrave; all&rsquo;uno, e sprezzer&agrave; l&rsquo;altro, voi non potete servire a Dio ed a mammona.&rdquo;).

La questione &egrave; altrove e sta nella mancanza di informazione, nella tolleranza verso chi &egrave; diverso, nel buon senso e nella buona fede delle persone, nel saper scindere cosa &egrave; scherzo e cosa non lo &egrave;, nell’educazione di famiglie e scuola, nella libert&agrave; di scelta di ogni invididuo che viene a relazionarsi con il prossimo, rispettando l’altrui libert&agrave; (religiosa in tal caso) senza ledere alcuno, nei valori importanti della vita, nell’accettare che il 31 ottobre e il 1 novembre sono due festivit&agrave; distinte, l’una laica l’altra religiosa.

La pari libert&agrave; delle confessioni religiose &egrave; riconosciuta dalla Costituzione e garantisce il diritto di organizzarsi secondo propri statuti, regolando i rapporti con lo Stato per legge sulla base di &quot;intese&quot;. Il diritto di professare la propria fede assicura a cittadini, stranieri e apolidi, di poterne fare propaganda ed esercitare il relativo culto, alla sola condizione che si tratti di riti non contrari al buon costume.