Home Terza pagina CulturalMente La forza della cultura, il Nobel per la pace a Malala Yousafzay...

La forza della cultura, il Nobel per la pace a Malala Yousafzay e all’indiano Kailash Satyarthi

CONDIVIDI

La storia eroica di una bambina pakistana che ha sensibilizzato la coscienza mondiale, dapprima con un libro per arrivare poi al Nobel.

Il Nobel per la pace 2014 è stato assegnato il 10 ottobre alla pakistana Malala Yousafzay, che qualche anno fa, fu quasi uccisa dai talebani contrari al suo impegno a favore dell’istruzione femminile, e all’indiano Kailash Satyarthi per la sua lotta contro il lavoro minorile.

Due attivisti, l&rsquo;una musulmana l&rsquo;altro hindu, di Paesi rivali, come India e Pakistan, un Premio, quindi, dal valore altamente simbolico, da condividere per avvicinare territori nemici e che ha come filo rosso i diritti dei bambini, il futuro dell&rsquo;umanit&agrave;.<br />La storia di Malala &egrave; raccontata in un bellissimo libro &laquo;Io sono Malala&raquo; (Garzanti, 2012), che rappresenta la sua autobiografia, scritto in collaborazione con la giornalista britannica, Christina Lamb.

Malala si trovava assieme alle sue compagne all&rsquo;uscita di scuola sul bus che le portava a casa, quando improvvisamente, all&rsquo;et&agrave; di undici anni, viene colpita dai colpi sparati da due uomini. La bambina, secondo i talebani, &egrave; colpevole di voler studiare e, per giunta, donna.<br />Le pagine sono sconvolgenti perch&eacute; narrano fatti lontani anni luce dalla mentalit&agrave; occidentale, liberale e civile. Il libro-denuncia narra di Malala, della sua famiglia ma anche del suo paese, devastato dalla follia dei fondamentalisti islamici che profondamente hanno deturpato, fino a snaturarlo nell&rsquo;essenza, il concetto di religione in generale e di Islam, in particolare.

Il Pakistan e molti altri paesi mediorientali, all&rsquo;indomani della conquista dei talebani, sono sprofondati in un buio profondo, dove le donne vengono costrette a vivere ai margini della societ&agrave;. <br />Malala per&ograve; cresce in una famiglia speciale: mentre sua madre segue alla lettera il Corano, occupandosi dei figli ed evitando di uscire di casa e parlare con gli uomini, suo padre continua a ripeterle: &ldquo;Tu, Malala, sarai libera&rdquo;, ed &egrave; in queste parole che lei trova la forza, unita al bisogno epidermico di leggere e di imparare, che la fa andare avanti, con coraggio e tenacia.

Leggere questo libro significa leggere la storia di migliaia di bambini (e di donne) che ogni giorno sono protagonisti di prove troppo dure da affrontare, comprendere, accettare. Malala ha dunque lanciato un grido di speranza che &egrave; stato da subito accolto, suscitando clamore presso l&rsquo;opinione pubblica e la stampa.<br />Nascere donna in Pakistan non &egrave; cosa semplice, spesso i genitori non prendono la notizia con la dovuta gioia,, per cui nessuno se ne congratula.

Nascere donna in paesi come il Pakistan, dove aleggia la mano nera del terrore dei fondamentalisti islamici, &egrave; una condanna a morte, a meno che, tu donna, non decida, senza avere alcuna alternativa, di infliggerti la giuridica menomazione delle pi&ugrave; basilari libert&agrave; (secondo la logica di uno Stato civile): libert&agrave; di vestirsi come meglio si crede, libert&agrave; di parlare in pubblico, libert&agrave; di andare a scuola, libert&agrave; di uscire, di correre in bicicletta, libert&agrave; di leggere, scrivere, esprimere la propria opinione e il proprio pensiero.

&laquo;Avevo solo due opzioni: restare in silenzio e farmi ammazzare o alzare la voce contro i tiranni e farmi ammazzare: ho scelto la seconda&raquo;, ha commentato la giovane appena ricevuta la notizia dell&rsquo;assegnazione del Nobel. <br />Malala &egrave; diventata un simbolo per tutti, una piccola grande donna che ha rischiato la sua vita per combattere a favore dei diritti e della cultura, ora vive e studia a Birmingham.

&laquo;Nonostante la sua giovane et&agrave; Malala Yousafzay – recita la motivazione del premio – ha gi&agrave; combattuto diversi anni per il diritto delle bambine all’istruzione ed ha mostrato con l’esempio che anche bambini e giovani possono contribuire a cambiare la loro situazione, cosa che ha fatto nelle circostanze pi&ugrave; pericolose. Attraverso la sua lotta eroica &egrave; diventata una portavoce importante del diritto delle bambine all’istruzione&raquo;.

<strong>Approfondimenti</strong><br /><strong>Cosa leggere</strong>: &ldquo;Io sono Malala&rdquo; di Malala Yousafzay e Christina Lamb<br /><strong>Film da guardare</strong>: &ldquo;La bicicletta verde&rdquo; di Haifaa Al-Mansour, Arabia Saudita – In un paese dove solo i maschi possono andare in bicicletta, la piccola Wadjda si innamora di una bicicletta verde in vendita presso il vicino emporio e decide di comprarla, ma per una bambina &egrave; sconveniente.<br />(<em>Fonte foto: Rete Internet</em>)

<a target=”_blank” href=”http://www.ilmediano.it/apz/vs_cat.aspx?id=54″><strong>CULTURALMENTE</strong></a>

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here