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Somma Vesuviana. Nonna Rosa e la Casa Tre Pizzi

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Dalla storica trattoria a Villa Smeraldo. La famiglia Notaro si prepara alla XII Festa dello Stoccafisso e del Baccalà norvegese.

 Rosa, 78 anni, la passione per la cucina e una storia importante da raccontare. A Somma Vesuviana e altrove la sua attività era conosciuta come trattoria Tre Pizzi, nome derivato dalla casa accanto, di forma triangolare appunto. In quell’ambiente angusto, negli anni ’60, preparava pranzi tradizionali su fornelli modesti.

«Erano bei tempi», dice nostalgica del passato. «Ci bastava stare insieme». Dal suo sguardo intenso e sicuro non è difficile immaginare il sacrificio che all’epoca l’intera famiglia ha compiuto. Compresi i bambini, sempre pronti a servire ai tavoli. Eppure durante la conversazione gli occhi di Salvatore, uno dei figli, hanno brillato al ricordo dell’intenso trascorso, tanto che con un sorriso ha accennato al passato: «Era stancante, ma tutto più bello». Poi, mostrando orgoglioso l’esterno, non ha esitato a specificare: «Questo spazio era riservato alla brace. In pieno inverno, anche con temperature rigide, uscivamo per arrostire».

Amava e ama quel cortile dove insieme a lui Enzo Gragnaniello trascorreva intere serate suonando, diventando un figlio acquisito per la signora Rosa. Il cliente era un amico, onorato nel pieno rispetto dell’ospitalità. Oggi Salvatore e suo fratello Carmine sono titolari di Villa Smeraldo, famosa struttura per eventi e cerimonie. Quando scelsero l’intestazione pensarono alla pietra preziosa con l’augurio che il nuovo investimento portasse ricchezza. Di certo, tante cose sono oggettivamente cambiate: dalle persone, più numerose, che raggiungono il ristorante, in particolare in occasione dei matrimoni, alle serate a tema. A dicembre, inoltre, ci sarà una novità. Per la prima volta il veglione di fine anno con un menù tradizionale.

E la trattoria? Esiste ancora, trasferita nel locale ubicato sotto Villa Smeraldo, insignita di riconoscimenti nazionali, anche se Rosa all’inizio si è mostrata scettica sulle future prospettive, legata com’era alle sue abitudini. Nella taverna Lo Smeraldo l’ambiente, più largo e accogliente, conserva un calore familiare immediatamente percepibile. «… A me me cucina cu’ quatte pummarulelle, ‘ncopp ‘o mazzetiello, aulive e chiapparielle e ‘na ponta ‘e cerasiello. Cotto a fuoco lento, ve faccio cunzulà». Mario Pone, affezionato cliente, si è immedesimato nel pezzo di stocco preparato dalla signora «come cucinava ‘a buonanema ‘e Mammà»: un complimento di gran valore, che a Napoli e provincia viene rivolto solo a chi ne è davvero degno.

Per questo ha ritenuto doveroso dedicarle una poesia. Le sorprese, però, non sono finite. All’improvviso viene fuori un articolo scritto in una lingua diversa dalla nostra: si comprende solo «Mamma mia», riferito a «Miss Notaro». La notorietà di nonna Rosa ha oltrepassato l’Italia raggiungendo la Norvegia, da cui Somma Vesuviana importa merluzzo nordico. Nonostante il successo lei conserva un atteggiamento umile, soprattutto nei confronti di chi le chiede pareri e ricette. Dall’alto della sua esperienza eroga consigli con il piacere di aiutare il prossimo, impeccabile e professionale. Ovviamente coordina il lavoro in cucina.

Manca poco alla XII Festa dello Stoccafisso e del Baccalà norvegese, e la famiglia Notaro ha già organizzato tutto: nell’area La Porta del Parco, nel cuore della città, i loro cuochi prepareranno di sicuro i paccheri con lo stocco e lo stoccafisso in cassuola per centinaia di turisti campani. Solo chi sarà presente alla sagra sabato o domenica avrà modo di assaggiare queste prelibatezze. Chiusa la porta di casa, nonna Rosa saluta dal vetro. A quel punto resta un dubbio: ma come ha fatto in passato a cucinare per tutta quella gente su comuni fornelli?

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