Home Cronaca Avvenimenti A Sant’Anastasia si punta alla salvaguardia dei castagneti

A Sant’Anastasia si punta alla salvaguardia dei castagneti

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Al mattino di mercoledì, 31 maggio scorso, a Sant’Anastasia, all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio, nei castagneti della zona di Sant’Angelo (700 metri d’altezza) è stato effettuato un lancio di “Torymus Sinensis”, l’insetto antagonista naturale del “Cinipide Galligeno”, la cosiddetta vespa del castagno.

Questa operazione è stata realizzata alla presenza del consigliere comunale del Partito Democratico Raffaele Coccia e dell’agronomo Salvatore Barra, con il supporto tecnico del Parco Nazionale del Vesuvio ed in collaborazione con l’Associazione Castanicoltori Campani.

Il Cinipide Galligeno è considerato uno dei parassiti più pericolosi per il castagno e sta procurando moltissimi danni anche sul nostro territorio. Questo tipo di intervento è completamente biologico, quindi senza l’utilizzo di antiparassitari o altri prodotti chimici, e tutti gli studi hanno dimostrato che può dare ottimi risultati.

Interventi di questo tipo possono coprire territori di circa di 3-4 km, e l’intenzione è di intervenire su tutto il territorio del Parco Nazionale, visto che già si è provveduto a interventi di questo tipo nei castagneti di Somma Vesuviana, di Ottaviano e di San Giuseppe, oltre che di Sant’Anastasia.

“Sono molto felice e grato all’Ente Parco e all’Associazione Castanicoltori Campani  per aver potuto osservare da vicino quest’operazione” – dichiara il consigliere Raffaele Coccia – “Interventi come questo, del tutto naturali, possono essere fondamentali per riprendere la coltivazione delle castagne sul nostro territorio e in generale per preservare la biodiversità di tutte le specie del Parco Nazionale del Vesuvio. Inoltre apprezzo molto l’intenzione dell’Ente Parco che sta già programmando atri interventi per sostenere in modo concreto i produttori agricoli del territorio del Parco e per questo ci ha chiesto di fungere da collegamento sia con altre amministrazioni comunali che con altre associazioni, come le pro loco dei vari paesi. Questo è un intervento sistemico e necessario per tutto il Parco”- conclude il consigliere- “Che darà i suoi frutti nel giro di 3- 4 anni”.

 

 

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