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Acerra, la protesta dei Cub e l’ira del vescovo: « Così offendete la casa di Dio ! »

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Ieri sera, intorno alle 19, il vescovo di Acerra ha incontrato i disoccupati del Consorzio unico di bacino proprio nel punto in cui i senza lavoro hanno gettato la benzina sul portone del duomo e piazzato tenda e striscioni di protesta. Il prelato, dopo aver appoggiato, in segno di solidarietà, la sua mano sulla spalla di un manifestante, non ha però potuto fare a meno di esprimere il suo disappunto. « Questa è la casa di Dio, la casa di tutti: non la potete offendere così », ha ammonito il vescovo facendo chiaramente intendere di non aver digerito l’occupazione del sagrato della chiesa e, soprattutto, quella benzina spruzzata su uno dei suoi portoni. « Sono solidale con voi – ha puntualizzato Di Donna – ma allo stesso tempo rammaricato per le modalità attraverso cui è stato espresso il vostro dissenso. Io non capisco – la perplessità del prelato – vi ho sempre sostenuto ma poi mi rispondete in questo modo… ». A quel punto ne è scaturito un battibecco tra il massimo esponente della diocesi e Giovanni D’Errico, l’operaio a capo della protesta dei “Cub” acerrani. « Vescovo – la frase minacciosa di D’Errico – se lei ci denuncia alla polizia e ci farà sgomberare a suon di manganellate se ne dovrà assumere tutta la responsabilità ». Immediata la replica del prelato: « Non è vero, io ti querelo: mi stai infamando ». Di Donna ha ricordato un episodio, quando nel giorno di Natale del 2015 ha dato a 27 famiglie povere un buono spesa da 30 euro. « Io non ho preso quel buono – ha aggiunto, tono irato, D’Errico – quella è stata un’elemosina inutile ». Ma il prelato ha rammentato anche un’altra iniziativa e cioè la lettera inviata al presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, quando nel marzo del 2016 i “Cub” si barricarono per tre giorni consecutivi sul tetto del castello di Acerra. « De Luca e i suoi assessori – la missiva del vescovo – si facciano carico delle difficoltà e dei forti disagi dei lavoratori del Consorzio unico di bacino ». «Nelle ultime settimane – l’appello lanciato nella Pasqua dello scorso anno – si è acuita la già drammatica situazione di questi lavoratori. Ad Acerra, in particolare, la forte protesta dura da tempo e non accenna a placarsi: essa è la conseguenza di un disagio sempre crescente che in questi mesi ha raggiunto livelli al limite della governabilità, ma soprattutto ha generato, e continua a generare precarietà familiare e psicologica. Intere famiglie si sono sfasciate e sempre più lavoratori hanno accusato malattie come la depressione». Per Di Donna la soluzione di questa vertenza «è una questione di giustizia e di dignità umana: questa annosa vertenza, che priva queste persone ormai da anni dello stipendio e dei loro diritti in quanto lavoratori attende di essere risolta al più presto, garantendo serenità e dignità ad ognuno, insieme alla propria famiglia». Intanto per la mattinata di oggi, alle 11, i manifestanti hanno annunciato un’assemblea davanti al duomo con i sindacati. L’obiettivo dei Cub è di essere stabilizzati nell’ambito di servizi permanenti pubblici nel settore dei rifiuti, così come disposto da una legge regionale fatta approvare dalla ex giunta Caldoro nel 2010. Una legge mai applicata.