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Ad Acerra il polo degli scarti industriali. La Regione: « abbattere il sommerso ». Ma la città è contro

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Un polo dei rifiuti pericolosi per ripulire le campagne e le periferie della Terra dei Fuochi, infestata dagli scarti prodotti “al nero” dalle fabbriche e dalle officine del sommerso. Il polo c’è già, o meglio, si sta formando. E’ parzialmente operativo. Si trova all’ombra dell’inceneritore più grande d’Europa, nella zona industriale di Acerra, terra simbolo dell’inquinamento. Già, si trova proprio ad Acerra, la città del disastro ambientale dichiarato con la recente sentenza di Cassazione che a maggio ha fatto spedire in galera i re Mida dei rifiuti spariti sotto i terreni della ex Campania Felix: i fratelli Cuono, Giovanni e Salvatore Pellini, quest’ultimo ex maresciallo dello strategico nucleo informativo dei carabinieri di Napoli. Intanto ad Acerra si sta combattendo l’ennesima battaglia contro l’arrivo di altre migliaia di tonnellate di scarti. Ieri infatti il Comune ha annunciato che farà ricorso al Tar contro le autorizzazioni rilasciate dalla Regione alla “Cisette”, impresa che già si trova ad Acerra ma che intende riconvertire l’attività allo scopo di stoccare e trattare rifiuti pericolosi e non pericolosi. L’amministrazione del sindaco Raffaele Lettieri contesta alla Regione il fatto che “Cisette” non abbia presentato in sede di valutazione “v.i.a.” regolare licenza edilizia comunale e che l’ente locale non sia stato convocato dai dirigenti regionali, come invece prescrive la legge, per dare il suo parere urbanistico. Nel suo provvedimento l’esecutivo locale ha ricordato la moratoria contro l’insediamento di altre aziende inquinanti nel territorio, approvata nel 2104 dal consiglio comunale. Ma il polo non intende fermare la sua corsa. Anche la Eurometal, altra azienda già esistente nell’“asi” e che intende ampliare l’attività di stoccaggio e smaltimento dei rifiuti, ha ottenuto dalla Regione il parere favorevole v.i.a. ed è a un passo dall’autorizzazione definitiva, l’autorizzazione integrata ambientale (“a.i.a.”). Burocrazia implacabile da un lato, illegalità dall’altro. Nel polo acerrano dei rifiuti sono già stati messi a segno dalle forze dell’ordine numerosi sequestri a causa di una serie di irregolarità commesse dalle stesse imprese: costruzioni abusive realizzate con amianto triturato, incendi di scarti stoccati illecitamente, amianto versato a tonnellate negli spazi di proprietà. E la rabbia monta. « Presenteremo – anticipa Alessandro Cannavacciuolo, noto ambientalista della zona – le controdeduzioni per respingere l’insediamento di questi impianti della morte. Il Comune di Acerra ? Sta mettendo in campo solo una messa in scena perché quando c’era la necessità di opporsi nelle dovute sedi regionali non ha prodotto nulla, così come ha fatto emergere dall’ultimo consiglio comunale il consigliere di opposizione Carmela Auriemma, del Movimento Cinque Stelle ». E la Chiesa spara a zero su palazzo Santa Lucia. « San Gennaro ci protegga dai politici cinici e sordi », l’omelia del 19 settembre pronunciata dal vescovo Antonio Di Donna, parole di fuoco proprio a proposito dei progetti Eurometal e Cisette. Ma il vicepresidente della giunta regionale con delega all’ambiente, Fulvio Bonavitacola, non ha peli sulla lingua. « Forse preferiamo tenere le campagne e le periferie infestate di rifiuti pericolosi ? – la replica di De Luca – Non è invece auspicabile che questi rifiuti, i cui volumi sono molto più grandi di quelli dei solidi urbani, vengano smaltiti correttamente da impianti specializzati ? ». La questione c’è, tutta. Corre però sul filo delle tensioni. Come quando, a proposito del possibile ampliamento del termovalorizzatore con una quarta linea, ipotizzata a giugno da De Luca, il vescovo Di Donna ha tuonato dall’altare del duomo: « Dio ci salvi ! Vogliono ancora mortificarci ! ». Subito dopo Bonavitacola ha smentito l’ipotesi. « Non vogliamo essere la pattumiera della Campania – incalza l’ecologista Cannavacciuolo – qui non si fanno le bonifiche, continuano a smaltire in modo illegale anche imprenditori che lavorano per il Comune e la gente continua a morire di cancro ». Di recente ad Acerra un importante imprenditore del settore è stato rinviato a giudizio per aver realizzato un parcheggio abusivo con amianto triturato. E un altro importante patron dello smaltimento, scomparso qualche anno fa, è stato condannato dal tribunale per aver sotterrato schifezze di ogni sorta sotto la sua azienda, ubicata proprio nel polo acerrano da ingrandire. « Ma le bonifiche non si vedono », ha più volte sbottato il vescovo. La Regione intanto ha annunciato una grande operazione in questo senso. Si vedrà. Comunque la pax tra il Comune di Acerra e palazzo Santa Lucia si può misurare almeno sul fronte dei ristori e delle compensazioni ambientali. « La Regione sta trasferendo più di due milioni all’anno in ristori – fa sapere il sindaco Lettieri – mentre con le compensazioni sono state avviate alcune importanti opere pubbliche ». L’inquinamento però morde. Acerra e le vicine Pomigliano e San Vitaliano restano le tre “capitali” campane delle polveri sottili. Qui gli sforamenti di pm10, secondo i dati Arpac, sono cosa quasi quotidiana. Anche su questa faccenda è intervenuto Di Donna: « E’inconcepibile che non esista un organo indipendente e autorevole in grado di controllare in modo autonomo e rigoroso le emissioni dell’inceneritore ».