Al San Paolo con una scuola di Ottaviano: perché il calcio è...

Al San Paolo con una scuola di Ottaviano: perché il calcio è dei ragazzi

SHARE

No Banner to display

Il Napoli batte l’Udinese davanti ad una delegazione di alunni dell’istituto comprensivo “D’Aosta”

“Bisognerebbe fare uno studio sulla capacità dei fischi di influenzare il risultato finale delle partite”. Il presidente del consiglio comunale di Ottaviano, Biagio Simonetti, da docente di statistica all’Università del Sannio, la butta sul lavoro: ma è l’unico tra gli ottavianesi presenti al San Paolo di Napoli a farlo. Tra loro, infatti, ci sono una trentina di ragazzi, di 11 e 12 anni, dell’istituto comprensivo “D’Aosta”. Nell’ambito del progetto “Scuola Viva”, seguito proprio da Simonetti, hanno avuto la possibilità di vedere Napoli – Udinese. Ed è stata una festa. Le polemiche sugli arbitri, le rivalità tra tifosi, la violenza, le scommesse: finisce tutto in secondo piano quando ci sono di mezzo i ragazzi. Lo sport è roba loro, della loro genuinità, del loro entusiasmo. Se il calcio riesce ancora ad emozionare è perché si tratta di una passione fatta per i ragazzi. O per gli adulti che si sentono ancora ragazzi.

 

Accompagnati da tre insegnanti, gli alluni della “D’Aosta” si prendono un pezzettino dei distinti inferiori e monopolizzano la scena: tirano fuori striscioni, partecipano ai cori, incitano. Sparano battute fulminanti: “Ma Insigne è alto un metro e cinquanta?”, esibiscono una competenza impressionante. E, soprattutto, si divertono: impossibile non girarsi a guardarli mentre esultano ai gol del Napoli (che, per la cronaca, ha vinto 3 a 0) o soffrono per le occasioni mancati. E, infine, c’è “Un giorno all’improvviso”, il coro dei tifosi partenopei cantato con i giocatori sotto la curva, dopo la partita: i piccoli ottavianesi partecipano con entusiasmo, suggellano la serata vittoriosa sentendosi capi ultrà. Sono uno spettacolo nello spettacolo, un inno allo sport sano. Potenti del calcio, fate meno danni possibili: i ragazzi non lo meritano. Ripetiamo: lo sport è roba loro.

NESSUN COMMENTO

RISPONDI