Ripartono in tutt’Europa gli IWC, i censimenti invernali degli uccelli acquatici. Tre tappe in Campania con Ardea
È arrivato gennaio, e come ogni anno, ripartono i censimenti invernali degli uccelli acquatici, meglio conosciuti tra gli ornitologi come IWC, International Waterbird Census. E questo 2016 sarà un anno speciale: gli IWC compiono 50 anni. Mezzo secolo con binocoli, cannocchiali e obiettivi fotografici in campo per conservare e monitorare gli uccelli che popolano le aree umide di tutto il mondo.
Domenica 10 gennaio all’Oasi WWF lago di Conza, martedì 19 gennaio sul Litorale Domizio e il week-end del 23 e 24 gennaio ai Laghi del Matese. Questi gli appuntamenti in Campania, tenute da Ardea, l’Associazione per la ricerca la divulgazione e l’educazione ambientale, e aperti al pubblico. A guidare i meno esperti nel censimento e nell’avvistamento ci saranno i 21 rilevatori IWC riconosciuti dopo il superamento di un esame dall’ISPRA, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che in Italia si occupa di coordinare il monitoraggio.
“In Campania dei circa 25 patentini IWC, 21 sono nell’Associazione Ardea” spiega Rosario Balestrieri, ornitologo e Presidente dell’associazione partenopea. “E questo contribuisce ad avere un maggiore coordinamento sul territorio e a coinvolgere anche i non addetti ai lavori, persone che semplicemente vogliono partecipare, e far diventare gli IWC uno strumento di promozione della tutela delle zone umide”. Aree di grande interesse, delicate e con equilibri fragili “la cui importanza è sancita dalla Convenzione internazionale di Ramsar” continua Balestrieri. “Le zone umide sono uno scrigno di biodiversità. E sicuramente, gli uccelli hanno un ruolo fondamentale. Sono “bioindicatori”, spesso predatori al più alto gradino della catena alimentare, che ci indicano la presenza di una moltitudine di altre specie, di altri ordini e famiglie”.
Oche, anatre, gabbiani, sule e limicoli saranno i protagonisti degli IWC, una delle più continue e regolari forme di monitoraggio ornitologico. Un progetto “fondamentale per tenere il polso dell’andamento demografico delle specie comuni: consente di determinare i trend, facendo suonare i campanelli d’allarme qualora si verificassero diminuzioni progressive e importanti” spiega Balestrieri. Non mancano poi incontri di specie rare o inusuali, “come l’ibrido tra Moriglione e Moretta tabaccata al lago d’averno, la Marzaiola all’Oasi WWF di Persano, e le Oche lombardelle all’Oasi delle Mortine e all’Oasi WWF Lago di Conza” ricorda l’ornitologo.
Tutti i dati che saranno raccolti in Italia, confluiranno in un archivio unico per tutta l’Europa, gestito dall’organizzazione olandese Wetlands International, che per l’occasione ha rilanciato anche due hashtag appositi. #IWC50 e #WaterbirdsCount per cinguettare sui social, immersi nella natura.



