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Arancia meccanica a Pomigliano: ragazza presa a pugni in casa da un rapinatore

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E il giorno dopo aggredita un’altra giovane con le stesse modalità.

 

Rapine da “arancia meccanica” a Pomigliano, violenza estrema su giovani donne. Due gli episodi, uno è avvenuto mercoledi sera, l’altro la mattina seguente. A farne le spese due ragazze, C.C., di 25 anni, inseguita dalla strada fin dentro casa e qui, nel suo appartamento, colpita con due pugni al viso. La seconda vittima è D.R., 22 anni. E’ stata scippata, picchiata e trascinata per metri sul selciato. Entrambe le ragazze sono state costrette a farsi curare ferite e contusioni dai sanitari del pronto soccorso dell’ospedale Villa dei Fiori di Acerra. Il sospetto è che a Pomigliano stia girando una banda di criminali “autoctoni”, forse provenienti dai rioni più popolari della zona. Per mettere a segno le loro malefatte da film pulp questi delinquenti usano le maniere forti, scorrazzando a bordo di una Grande Punto di colore grigio, la cui targa inizia con le lettere “EG”. Uno di loro, magro, alto, giovane, berretto in testa, poco dopo le 20 e 30 di mercoledi sera ha inseguito C.C., che stava rientrando a casa, in via Trieste, pieno centro. Il malintenzionato ha approfittato della chiusura troppo lenta del cancello elettronico del palazzo ed è riuscito a introdursi furtivamente nell’edificio. Quindi ha seguito la ragazza fino alla porta di casa, al primo piano. A quel punto C.C. ha aperto ed è entrata. Ma si è ritrovata alle spalle il malvivente. E’ stato un attimo: la ragazza si è girata ed è stata raggiunta da due pugni al volto. La giovane è stramazzata sul pavimento ma ha fatto in tempo a urlare mentre l’aggressore tentava di strapparle la borsa. Alla fine, allarmati dalle grida, il papà e il fratello della vittima sono accorsi nell’atrio dell’alloggio per cui l’arrivo, forse inaspettato, dei parenti della giovane ha costretto il rapinatore alla fuga. Lo hanno visto salire a bordo di una Grande Punto grigia. La ragazza, che ha un’ecchimosi visibile sulla fronte, è stata curata dai medici della clinica Villa dei Fiori di Acerra. Non è finita. Il giorno dopo un’altra ragazza, R.D, ha subito stessa sorte. Anche in questo caso la vittima è stata seguita da un giovane sceso da una macchina. Il tentativo di scippo della borsa si è consumato davanti a un supermercato. La ragazza è stata trascinata per metri sul selciato. Si è ritrovata con gambe e braccia zeppe di lividi e graffi. Anche lei è stata curata in ospedale. Gli episodi sono stati denunciati ai carabinieri. Nel frattempo, secondo quanto trapelato, le due ragazze sono tuttora terrorizzate. Questi ultimi fatti di violenza predatoria si sono consumati in poche ore ma dopo un periodo piuttosto lungo di calma relativa a Pomigliano e dintorni. In base a quanto fatto sapere dai carabinieri si ipotizza che i fatti siano ascrivibili alla criminalità comune. L’unico elemento che fa pensare che i due episodi siano collegati è l’uso dell’automobile da parte dei rapinatori. Nulla a che vedere però con il 2015, annus horribilis nel corso del quale questo territorio è stato flagellato da una banda di rapinatori quasi tutti minorenni, un gruppo capeggiato da un ragazzo di 21 anni della 219 di Pomigliano e in grado di formare alla scuola del crimine schiere di ragazzini che poi sono stati pronti a seguire il loro “Lucignolo” in una dozzina di colpi a mano armata. A mettere fine a questa storiaccia sono stati proprio i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna. Cinque gli arresti operati dai militari nel Natale di due anni e mezzo fa in quella che è stata appunto soprannominata “operazione Lucignolo”.