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Bagnoli stavolta può rinascere.

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L‘intesa Governo, Regione, Comune avvia il più grande intervento ambientale d’Italia.

Alla fine hanno firmato. Mancava Renzi, ma l’ex premier è soddisfatto lo stesso perché ci ha creduto e ha incalzato tutti i protagonisti. L’accordo sulla bonifica di Bagnoli è stato sottoscritto ed è operativo. Siamo davanti alla più grande operazione ambientale italiana degli ultimi anni. Insieme a quella dell’Ilva di Taranto che , però, deve fare ancora passi avanti. A Napoli, Governo, Regione e Comune  si sono lasciati alle spalle tre anni di polemiche, la nomina di un Commissario straordinario, le proteste di De Magistris  “ espropriato ” da Roma e un’infinità di sgarbi istituzionali. Tre anni contrassegnati  dall’entrata in scena di un nuovo Governatore, Vincenzo De Luca, di un nuovo Ministro del Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, di un nuovo Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, di un Sindaco rieletto, Luigi De Magistris. Bagnoli e i napoletani aspettavano non senza ansia.Per tutto ciò che il progetto dell’area ex Italsider comporta dopo un quarto di secolo. L’intesa sottoscritta dalla triade  “De” – De Vincenti, De Luca, De Magistris – si sostanzia nell’avvio del piano operativo. Finalmente c’è una data limite entro la quale concludere tutto: 2024. Sette anni cruciali per rifare il volto alla più grande area industriale della Campania, inserita nell’elenco dei siti di interesse nazionale. I finanziamenti per oltre 200 milioni  di euro ci sono e includono anche soldi di privati. Il più convinto nell’impiego dei fondi è il Governatore De Luca. In Prefettura a De Vincenti ha detto che senza i soldi del governo e dell’Ue , su Bagnoli  non sarebbe stato possibile fare nessun ragionamento. E’ vero. Perché al di là di chi dovesse governare le attività ( Commissario straordinario, Comune, Regione ?)  il problema era anche la certezza delle risorse economiche. Lo stesso sindaco di Napoli, contrario alla nomina del Commissario di Governo, Salvo Nastasi un una accanita battaglia politica contro Renzi,  in fondo poneva il problema delle risorse da gestire. Temeva una specie di scippo della borsa. Ora si parte tra gli apprezzamenti generali, tra cui quello del premier Paolo Gentiloni. Come si procederà ? Prima di tutto con la rimozione della famosa colmata, eredità dell’Italsider dal 1992. Poi con  la costruzione delle opere: una spiaggia di due chilometri vicino a Città della Scienza; un centro sportivo; la ristrutturazione del borgo di Coroglio; negozi, strutture per il tempo libero. Un punto delicato riguarda , però, proprio la bonifica, in passato al centro di inchiesta giudiziarie e di aspre polemiche. La più concreta azione ambientale. Secondo l’accordo dell’altro giorno in Prefettura  ci vorranno due anni per completarla.  Lo sguardo sarà ,comunque, rivolto al  2024.  Renzi da premier ad aprile 2016, aveva già  dato via libera ad un programma di bonifica integrale delle aree. Aveva chiarito  la questione delle volumetrie delle future costruzioni. Tutto è rimasto fermo fino all’altro giorno. Ambientalisti e comitati temevano il saccheggio edilizio nelle aree ripulite. L’intesa ha precisato che le  volumetrie saranno le stesse previste dal Piano Regolatore di Napoli. Nessuna speculazione, ma occorrerà vigilare. Il comprensorio tornerà bellissimo e noi abbiamo messo al primo posto l’interesse delle persone, hanno dichiarato i firmatari. Un annuncio che non convince  completamente  i comitati che aspettano il 27 luglio, giorno in cui l’accordo sarà esaminato dalla cabina di regia  presso il Consiglio dei Ministri. Insistono per un maggiore coinvolgimento anche Cgil, Cisl, Uil che ricordano a De Magistris il protocollo per l’area metropolitana firmato a marzo scorso. Soggetti interessati a lavori, investimenti , nuova ocupazione  che il sindaco non potrà deludere. Sembra del tutto neutralizzato anche il rischio di amianto nell’area dell’ex stabilimento Eternit confinante con Città della Scienza. Altamente nociva per i suoi trascorsi industriali, l’area è monitorata e gli esiti sono negativi. Se i controlli continueranno a certificare rischio zero , lì sorgerà edilizia residenziale. Tutto in prosecuzione – ritardata – con il primo segnale di rinascita di Bagnoli, ovvero l’accordo di Programma per ricostruire Città della Scienza. Era il 14 agosto 2014.