Oggi si festeggia il Darwin Day, ma quante bufale circolano sulla teoria dell’evoluzione?
Sguardo curioso e una lunga barba bianca. Esattamente 207 anni fa nasceva Charles Darwin, il padre della teoria dell’evoluzione per selezione naturale. Oggi 12 febbraio, giorno della sua nascita, si festeggia il Darwin Day, per celebrare uno degli scienziati più influenti degli ultimi due secoli. E allora tra i numerosi eventi ufficiali che si svolgeranno in Campania, a Napoli e Benevento, facciamo un po’ di chiarezza sulle popolarissime bufale a proposito di come funziona l’evoluzione e su come è stata formulata.
La marcia del progresso non è una marcia
Ecco la marcia del progresso, la famosa immagine che ritrae diversi ominidi di profilo in fila indiana, sempre più simili a noi, per tratti e postura. Un’immagine creata nel 1965 e diventata un’icona pop, celebrata dalla famiglia americana più irriverente della tv, i Simpon, e comparsa sul francobollo delle Poste Italiane nel 2009 in occasione del bicentenario della nascita di Darwin. Rielaborata persino in chiave ironica, con Homo sapiens che fa dietrofront, esclamando “torniamo indietro, abbiamo sbagliato tutto!”.
Eppure la marcia del progresso è completamente sbagliata: l’evoluzione non procede in linea retta in modo continuo, ma per tentativi ed errori, perciò sarebbe meglio rappresentarla come un albero intricato, anche con dei vicoli ciechi. Lo sapeva bene anche il suo disegnatore, Rudolph Zallinger, visto che alcuni degli ominidi nella serie già allora non erano considerati antenati dell’uomo. Ma Zallinger non certo poteva prevedere che la sua opera sarebbe diventata portatrice virale di un messaggio sbagliato e diseducativo.
Uomini che discendono dalle scimmie e anelli mancanti? Non può essere vero
Noi uomini non discendiamo dalle scimmie attuali, ma abbiamo un antenato comune vissuto tra i 4 e gli 8 milioni di anni fa. È proprio questo che ci rende così simili agli scimpanzè e ai bonobo con i quali condividiamo quasi il 99% dei nostri geni. È scorretto dire che deriviamo dalle scimmie, perché con questa parola intendiamo le scimmie che popolano oggi il nostro pianeta. Avendo un antenato in comune con loro, invece, la verità è che non discendiamo dalle scimmie, ma siamo scimmie.
Altra verità alla quale faremmo bene a rassegnarci è che non c’è nessun anello mancante tra noi e le scimmie, perché l’evoluzione come detto prima non procede in linea retta. Resta il fatto che il termine è abusato dai media e anche agli scienziati è capitato uno scivolone: il caso del ritrovamento di Ida (Darwinius massillae), presentato come l’anello mancante – “the missing link” – nell’evoluzione dei primati.
Non è tutto merito delle Galapagos
La nascita della teoria dell’evoluzione delle specie si fa risalire alla visita di Darwin all’arcipelago delle Galapagos, avvenuta tra il 1831 e il 1836. I famosi fringuelli di Darwin – che in realtà sono Traupidi – le tartarughe giganti oggi simbolo della conservazione – anche se Darwin le mangiava – e le iguane marine, che però il giovane naturalista trovava ripugnanti. Animali straordinari in un luogo tuttora ricco di fascino: sicuramente Darwin era rimasto estasiato dalle osservazioni fatte nell’arcipelago, ma non ha formulato alle Galapagos la sua teoria. Solo per dirne una aveva sbagliato la classificazione iniziale dei fringuelli, fu solo dopo che l’ornitologo John Gould stabilì che erano 13 specie appartenenti a un’unica famiglia, che il naturalista inglese iniziò a dare forma alle idee che affollavano la sua mente. Darwin ha infatti impiegato vent’anni per dare alla luce la teoria dell’evoluzione, vent’anni in cui ha riesaminato i dati raccolti ed è riuscito a collegare tutti gli indizi.
Darwin ha copiato Wallace?
Alfred Russel Wallace scoprì indipendentemente da Darwin il principio della selezione naturale, ed entrambi conoscevano i rispettivi lavori. Infatti fu Charles Lyell a far conoscere a Darwin gli scritti di Wallace nel 1856, e tentò di convincerlo a pubblicare il suo lavoro per anticipare il collega. Darwin così iniziò a lavorare a una pubblicazione su una rivista scientifica. Due anni dopo, il 1º luglio 1858 Darwin e Wallace presentarono alla Società Linneana i loro lavori intitolati rispettivamente On the Perpetuation of Varieties and Species by Natural Means of Selection e On the Tendency of Species to form Varieties. Di fatto perciò entrambi proposero per la prima volta una spiegazione di un meccanismo evolutivo coerente, seppur in parte diverse, ma fu la teoria di Darwin a spopolare perché più completa. Un anno dopo, veniva pubblicata L’origine delle specie, al prezzo di 15 scellini ed andò immediatamente esaurita: tutte le 1250 copie furono richieste dai librai lo stesso giorno e furono pubblicate sei ristampe.
LA NATURA NEL GOLFO
http://ilmediano.com/una-strolaga-mezzana-sul-lungomare-di-napoli/



