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Campania ferma in opere pubbliche.

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Brutte notizie  dal censimento del Ministero delle infrastrutture.Impatti sull’ambiente e sulla spesa pubblica.

Aumentano nel disinteresse pressoché generale ma fanno gola alle statistiche. Motivi e giustificazioni a portata di mano da parte degli attori principali,  le nostre opere pubbliche continuano ad essere maledette. La Campania, non ne aveva bisogno, ma  si è guadagnata un nuovo primato. Ha in assoluto il più alto numero di cantieri fermi: 90. Cresciuti di 72 in un solo anno. 90 cantieri bloccati in spregio alla celerità delle procedure, alla velocizzazione delle autorizzazioni. Uno scandalo ovattato che si commenta da solo. In lungo e in largo per l’Italia si scopre un desolante  elenco di  opere . Il loro impatto ambientale ed economico è altissimo. L’altra faccia degli impegni a salvaguardia dell’habitat. Un cantiere fermo è fonte di impatti negativi e la sua chiusura prolungata ha  effetti  dirompenti su tutto ciò che sta intorno. L’anagrafe delle opere pubbliche, comunque, è una buona iniziativa del Ministero delle Infrastrutture avviata tre anni fa. I dati diffusi ieri mettono a confronto le opere di interesse nazionale progettate, appaltate e ferme. I dati sono al 30 giugno dell’anno scorso e  si riferiscono a cantieri in stand by a fine 2015. A livello nazionale le incompiute sono 838. Un numero che attesta la riduzione di -30 sul totale dell’anno precedente, ma registra incrementi in Campania, Puglia, Sardegna. Le motivazioni  ? Quelle arcinote:  mancanza di fondi, cause tecniche, certificazioni antimafia non in regola, fallimento delle imprese . Noi aggiungiamo anche capacità di programmare e gestire con competenza. Dalla  radiografia ministeriale non emerge nessun confronto con altri Paesi dell’Unione europea, ma tanta pena per le Regioni del Sud.

Per tornare alla Campania il campionario è vasto. Sono fermi i lavori per  la chiesa di Santa Maria delle Grazie nel Parco del Partenio del valore di 2 milioni e 900 mila euro; quelli del Palazzo Baronale di Roccarainola di altri 2 milioni di euro; la nuova scuola elementare di Torre Annunziata del valore di 2 milioni e 174 mila euro; il  campo sportivo di Sarno di 4 milioni e 800 mila. E poi scorrendo,viadotti, ponti, raccordi tra Benevento ed Avellino per per circa 20 milioni di euro. Un fardello pesante di 3,5 miliardi a livello nazionale schiacciato sull’ambiente circostante i cantieri , sulle tasche dei contribuenti e sui livelli occupazionali . Tutto qui ,  si sono chiesti gli attivisti di Legambiente ? Certo che no. Le ragioni di dati non incontrovertibili sono diverse,  a seconda se gli enti hanno risposto correttamente al censimento del Ministero delle Infrastrutture o hanno ritenuto che i motivi alla base del fermo-lavori fossero momentanei. Un piccolo trucco per non entrare male in classifica . Di sicuro non valido per la Campania.

Fonte foto: rete internet

 

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