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Casalnuovo, bruciano le discariche. Come un’eruzione: strato di cenere sulla città

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Rogo tossico nelle discariche sequestrate dalle forze dell’ordine, nube nera che insozza l’aria e ceneri che cadono su strade, tetti, balconi. Ha assunto le caratteristiche di un’eruzione vulcanica l’ennesimo incendio di rifiuti che si è consumato tra mezzogiorno e il primo pomeriggio di ieri nella periferia di Casalnuovo, una delle città simbolo della Terra dei Fuochi. Le fiamme si sono levate da un’area in cui ci sono due grandi discariche abusive di scarti dell’edilizia, in località Feneria-Salice, 43mila metri quadrati di spazi, equivalenti a ben sette campi di calcio, che sono stati sequestrati appena un mese fa dal gruppo forestale dei carabinieri e dalla polizia municipale di Casalnuovo. Intanto ieri, quando l’incendio ha raggiunto il suo apice, il vento sfavorevole ha portato la colonna di fumo sulla città, un grosso centro di oltre 50mila abitanti, alla porta nord-orientale di Napoli. Dalla nube nera che ha oscurato il cielo è poi caduta una notevole quantità di cenere, che ha coperto tetti, balconi e strade. Hanno quindi fatto il giro del web le immagini sconcertanti dell’ennesima brutta pagina dell’emergenza incendi di questa terribile estate. La gente ha segnalato tutto: il rogo e la cenere caduta sui pavimenti. Sul posto sono giunte due squadre dei vigili del fuoco, che hanno spento le fiamme in poco tempo ma che non sono stati in grado di stabilire se l’incendio sia stato doloso o meno. I pompieri hanno dovuto superare non pochi ostacoli per poter raggiungere la zona del rogo, ubicata tra i due cavalcavia ferroviari della linea Napoli-Salerno ad alta velocità e della Circumvesuviana, nei pressi di via Salice, al confine con il comune di Volla. Qui, soltanto il 21 luglio scorso, i carabinieri del gruppo Forestale hanno denunciato 4 persone che avevano realizzato un fosso nella falda acquifera, un’enorme buca piena d’acqua in cui è stato gettato di tutto, soprattutto prodotti della rottamazione edile. Lo sversatoio abusivo è di 3mila metri quadrati. Nello stesso giorno i caschi bianchi della polizia municipale hanno sigillato un terreno attiguo, di 40mila metri quadrati, anch’esso utilizzato per raccogliere scarti dell’edilizia. Le discariche si trovano nella zona della storiche sorgenti di Lufrano, un tempo utilizzate per la fornitura idrica della città di Napoli ma chiuse già da tempo a causa dell’inquinamento. I contadini però continuano a utilizzare quella stessa acqua per irrigare i campi.

Casalnuovo, la cenere caduta sui balconi
Casalnuovo, la cenere caduta sui balconi