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Castello di Cisterna, sgomberate le famiglie che occupavano la galleria commerciale

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Sgomberate le famiglie che avevano invaso la galleria commerciale situata nel parco De Nicola. La condizione di disagio economico in cui vivono le aveva spinte a gennaio scorso a “colonizzare” l’immobile comunale rimasto abbandonato per anni.

In questi tre mesi di occupazione abusiva avevano stravolto un’opera mai completata, che versava ormai in uno stato di degrado. Avevano pulito, alzato pareti, imbiancato, ricavato un’area giochi per i bambini. Erano venute fuori delle vere e proprie abitazioni. Ad occuparsi della vicenda la polizia municipale, che ieri mattina è arrivata sul posto per l’esecuzione forzata dello sfratto. Sotto la supervisione di Polizia di Stato e Vigili del fuoco, gli occupanti sono stati obbligati ad abbandonare il fabbricato. Hanno raccolto tutto il possibile e lo hanno spostato all’esterno. «Rimarremo qui, per strada» ha detto la giovane Emanuela, che nella struttura si era insediata col papà: su di loro pendeva un’ordinanza di sfratto esecutivo dall’alloggio in cui vivevano a Castello di Cisterna. Lo stesso farà Valentina, che è in attesa di un bambino. Il marito, pregiudicato, in questi mesi è finito è domiciliari: «L’hanno arrestato qua fuori – ha riferito – l’avevano trovato con della droga». Le vicende giudiziarie di un paio di loro rendono complicata la ricerca di un’occupazione. Tutti infatti hanno riferito di non essere in grado di pagare l’affitto per mancanza di lavoro. Sono persone che vivono di espedienti, imparentate tra di loro. A uno dei nuclei familiari che aveva occupato la galleria è stato, intanto, assegnato definitivamente dal Comune di Brusciano un alloggio popolare. «Noi abbiamo avuto la casa, ma non ci possiamo entrare perché risulta occupata», spiegava ieri con rabbia Mario. Lui e la moglie Teresa sono in attesa di un bambino. Ne hanno già quattro di figli: sono tutti minorenni, la più piccola è disabile. Per non rischiare di perderli, dopo un periodo di permanenza in galleria, dieci giorni fa hanno deciso di andare via. «Il Comune di Brusciano ci aveva posto di fronte a una scelta. O ci prendevamo un appartamento in affitto o andavamo a finire in una casa famiglia. Io ho voluto salvaguardare i miei figli. Con l’aiuto dei miei parenti ho preso un appartamento in affitto», ha raccontato Teresa. Per le altre famiglie, invece, per ora una sola certezza: la strada. Attendono ancora risposte alla richiesta di un tetto comunale sotto il quale vivere.

 

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