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Cercola, amianto accanto alla scuola: parla la dirigente del «De Luca Picione Caravita»  

 

Di seguito, la lettera con la quale la dirigente scolastica Mariarosaria Stanziano replica ad un articolo comparso sul nostro giornale. Alle sue obiezioni, risponde l’autore dell’articolo, Ciro Teodonno.

Gentilissimo Direttore,
parafrasando le parole del Suo redattore, Ciro Teodonno, mai e poi mai avremmo voluto scrivere questa smentita proprio sul Suo giornale, un giornale online che conosciamo per la serietà dello stile, dell’informazione prodotta e della puntualità nel verificare la veridicità di quanto viene affermato.

Questa volta siamo direttamente coinvolti (per la bella foto della nostra sede centrale – via D. Riccardi,383 in Cercola che spicca accanto all’articolo del giorno 23/10/2015 dal titolo “Cercola e l’amianto dimenticato”) non per le nostre molteplici attività formativo-didattiche e per gli eventi che Lei conosce bene in quanto più volte Vi ha preso parte come Direttore di quotidiano, come giornalista e come Donna impegnata nel sociale e vicina al mondo della cultura e della scuola.

Questa volta siamo presenti sul Suo giornale, per la ben nota vicenda dei capannoni e per le tettoie di garage siti in via Cupa Travi, capannoni e tettoie realizzate con l’isolamento in amianto.

Via Cupa Travi è adiacente al muro di confine – lato giardino – palestra e giostrine –  della Nostra Scuola plesso Capoluogo.

Ci è spiaciuto molto dover constatare stamani che sul Suo giornale c’è stata una cattiva informazione…

Il Dirigente scolastico dell’I.C. De Luca Picione-Caravita viene diffamato dalla seguente affermazione che trascriviamo per intero: … “Ma ci meraviglia ancor più l’atteggiamento della dirigenza scolastica e dell’amministrazione cercolese le quali, ignorando le questioni pregresse e il costante pericolo che preme sugli alunni frequentanti la De Luca Picione, organizzano un campo scuola estivo nei giardini più vicini a quel capannone. Impotente fatalismo, ignoranza o accondiscendenza?”

Tali affermazioni sono FALSE e le accuse INGIUSTE!

Nessuna indifferenza, ignoranza o superficialità da parte della Preside…

Si è pienamente a conoscenza dell’indagine svolta dai Carabinieri della Tenenza di Cercola e dall’AMOG. Circa due anni fa il sig, Angelo Visone attivista locale del Meetup Amici di Beppe Grillo/Cercola in MoVimento, nonché genitore di un alunno frequentante tale plesso, aveva allertato la scrivente circa l’incombente pericolo di tali sostanze, tanto vicine alla scuola.

Immediatamente fu avvisato l’esperto esterno Architetto A. Luongo (nominato Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione per la Sicurezza della Scuola in ottemperanza al T.U.81/2008), il quale intervenne per un sopralluogo e provvide ad effettuare una relazione tecnica con testimonianza fotografica circa la vicinanza di tale potenziale pericolo alla scuola. Tale relazione, con una chiara istanza di approfondimenti e dovute misure cautelative, fu inviata all’UTC e al Sindaco di Cercola.

Nel settembre del 2014, la Preside autorizzò l’avvio di una petizione popolare fuori la scuola interessata, la primaria e l’infanzia De Luca Picione, che venne poi consegnata, nel novembre 2014, in forma di esposto al Comune di Cercola, alla locale tenenza dei Carabinieri oltre che alle competenti autorità sanitarie. Successivamente i Carabinieri della Tenenza di Cercola, avvisarono la Preside delle indagini in corso; la Preside mise immediatamente a disposizione i locali della scuola e gli ambienti esterni (palestra, giardino ed aule del I piano del plesso Capoluogo, lato scuola dell’infanzia) per consentire all’AMOG di effettuare i dovuti rilievi con specifiche apparecchiature.

Contestualmente la Preside incontrò anche il proprietario del capannone in questione, il quale assicurò che avrebbe proceduto ad effettuare lo smantellamento disposto e soprattutto la verifica dello smaltimento di tale rifiuto speciale.

Successivamente alla raccolta dei campioni oggetto di analisi da parte dell’AMOG, il Maresciallo Ferrara della Tenenza di Cercola che ha seguito l’indagine, ha comunicato alla scuola, in maniera ufficiosa (dato l’indagine in corso), gli esiti che non risultano essere preoccupanti in quanto la percentuale di eternit presente è ben al di sotto della soglia di allerta, risultato che, come si può ben immaginare, ci rincuorò e tranquillizzò non poco, tanto da proseguire regolarmente in tutte le attività programmate.

Come si può solo insinuare il dubbio che la scrivente Dirigente Scolastica, possa aver voltato la testa con indifferenza e superficialità di fronte ad un problema di tale portata???

Come si può solo affermare, senza prima interpellare la diretta interessata, o altre fonti attendibili, che non ci siano state azioni ed interventi a tutela della salute dei minori affidati alle nostre cure??

Come si può scrivere in maniera provocatoria ed insinuante, frasi come la seguente: “Ed è in casi come questi che ci si rende conto di vivere in uno strano paese, tra gente che antepone la propria salute, quella dei dipendenti, dei vicini e di quegli ignari bambini, a un malcelato interesse”.

Il Mediano.it Informazione on line è un giornale amico della scuola e ci fa piacere continuare a pensarlo tale…

Invitiamo pertanto Lei, in quanto Direttore, Prof.ssa Carmela D’Avino, ad una più attenta verifica di quanto viene poi pubblicato, a garanzia dell’immagine di serietà del giornale che ha ampia diffusione in rete e sui social network e soprattutto a tutela di chi svolge con coscienza il proprio lavoro, considerando che un’informazione non corretta genera inutili allarmismi,  false interpretazioni e soprattutto giudizi sommari su persone che tentano di svolgere la propria professione ogni giorno in piena trasparenza e con una chiara integrità morale. 
                                                                                              Mariarosaria Stanziano e la Comunità Scolastica dell’IC “De Luca Picione Caravita” – Cercola

Gentile Dirigente,
chi le scrive è il redattore dell’articolo.

Ho letto la sua richiesta di smentita che come vede è stata pubblicata nella sua integrità ma mi preme approfondire alcuni passaggi della sua richiesta strettamente legati alla questione dell’amianto limitrofo alla scuola da lei diretta.

Mi rendo conto che vedersi chiamati in causa per una questione tanto grave non faccia certo piacere e che potrebbe essere stato opportuno interpellarla prima di riscrivere sull’argomento ma la questione è vecchia ed è stata già dibattuta anche da altre testate locali e tuttavia, a mio parere, tenuta in sordina nonostante la sua gravità. È risaputo che l’amianto, contrariamente alle sue rassicurazioni “ufficiose”, non attende certo l’AMOG o chi per essa per trattenere le eventuali e pericolosissime micro fibrille di quella fatiscente tettoia in eternit. Mi rendo conto delle difficoltà inerenti alla gestione di una scuola ma allo stesso tempo dobbiamo tutti renderci conto che la salute è un valore primario, senza il quale nessun altra attività può essere svolta, per cui, fermo restando che come ben sa potrà esporre la sua opinione su questa testata, le ribadisco le mie perplessità che mi spingono a ribadire e chiarire i seguenti punti:

  • Le informazioni ricevute sono state a me fornite anche dal lei citato Angelo Visone e con documenti circostanziati e riproducibili;
  • Interpellato in data odierna, lo stesso Visone ci informa che la raccolta di firme, per quanto l’avesse informata, non è passata per la sua autorizzazione in quanto svoltasi fuori dei locali scolastici;
  • Pur non essendo un esperto mi è dato sapere che il D.lgs. 81/08 si riferisce a salute e sicurezza nei luoghi di lavoro per quel che concerne i dipendenti e non tiene per tanto in considerazione la popolazione scolastica composta in prevalenza di bambini, con una fisiologia ben diversa da quella degli adulti, e in media esposti più ore degli stessi insegnanti. In merito alla relazione da lei menzionata l’RSPP si è cautelato rimandando all’UTC i successivi e a noi sconosciuti approfondimenti, avvalorando ulteriormente quel clima di incertezza che aleggia intorno a questa storia. Per questo mi sembra oltre modo strano e incoerente il fatto che per lei valgano più le “indagini” della AMOG che quelle di un organo ufficiale quale il suo stesso RSPP.
  • Esiste un comunicato nel quale informa l’utenza della questione amianto e delle indagini in corso oltre che delle risultanze delle analisi ambientali?
  • La sua conoscenza dei fatti successivi poteva esser resa nota al pubblico molto prima ed evitando in tal modo la richiesta, da parte di alcuni cittadini, di interessarmi a questi fatti legati al capannone e ai garage in questione, evitandomi quindi di formulare quei dubbi da me evidenziati e per lei tanto fastidiosi. Infatti, allo stato attuale, neppure l’autore dell’esposto è ancora venuto a conoscenza dell’esito della denuncia;
  • A tal proposito gradirei sapere in base a quale autorità e competenza la ditta AMOG, proprietaria del capannone, diviene ente certificante della salubrità dell’aria, del suolo e delle acque limitrofe la sua proprietà e che ufficialità possano avere tali analisi di parte senza un riscontro di controparte quali il CTU della procura e delle autorità sanitarie interpellate;
  • Nel principio di precauzione, universalmente sancito dalla comunità scientifica internazionale, non rientra un’informativa “ufficiosa” per un rilievo di una ditta allo stesso tempo controllata e controllore di se stessa e per la quale esiste un’ordinanza di rimozione e smaltimento di quell’eternit (55/2014 del 24/11/14). Per questo, condivido le sue perplessità sulla modalità da me esposta ma gradirei conoscere la scientificità e la legalità di quei controlli ai quali lei fa tanto fiducioso riferimento. Se le indagini sono ancora in corso, perché dà per scontate tali affermazioni? Qual è l’ente che certifica le analisi da lei accennate?
  • Come mai ad un anno di distanza dalle assicurazioni del proprietario della AMOG lei non usa la stessa solerzia adoperata nei confronti del mio articolo, visto e considerato che la ditta era obbligata a smantellare suddetto capannone?
  • Il seguente passaggio da lei stigmatizzato: “Ed è in casi come questi che ci si rende conto di vivere in uno strano paese, tra gente che antepone la propria salute, quella dei dipendenti, dei vicini e di quegli ignari bambini, a un malcelato interesse” non è evidentemente riferito a lei poiché non solo non può partire dalla sua scuola il pericolo essendo questa sottoposta al rischio dell’amianto ma fa riferimento a chi permette in maniera deliberata che tale rischio sussista. Inoltre ad una più attenta e meno emotiva lettura si evince un mio errore dichiarando l’esatto contrario di quanto da lei inteso;
  • Infine ha tenuto conto dei garage? Le loro strutture sono in condizioni ben peggiori, anche in questo caso esistono analisi di parte?

Infine rinnovandole la mia ferma volontà per chiarire la situazione e avendone le facoltà, agevolare una positiva risoluzione del problema che tanto ci attanaglia e che, al momento più mi preme, le faccio notare che l’attenzione del nostro Giornale verso la sua Istituzione scolastica, così come per tutti quei presidi democratici che risultano essere le nostre scuole, non implica un’indifferenza alle problematiche che ci circondano e che spesso possono essere trasversali e contrastanti.

La fiducia reciproca fra me e la Direttrice Carmela D’Avino è basata non solo sul controllo delle fonti ma anche dalla certezza che questo venga puntualmente accertato come è avvenuto in questo caso, per cui l’immagine del giornale e della sua redazione non è assolutamente lesa da questo mio articolo.

Sperando di aver chiarito la questione e di aver soddisfatto le sue richieste rimango disponibile ad intervistarla sulla tematica in questione.

Ciro Teodonno

La Redazione IlMediano.it

 

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