Home Sociale In-formaMentis Come legge una persona con dislessia? L’esperimento di Aurora

Come legge una persona con dislessia? L’esperimento di Aurora

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Un video per raccontare come legge una persona dislessica. Questo l’esperimento condotto da Aurora Merlo e diffuso su Youtube diventando in poche ore un video virale.

“È molto divertente fare l’impossibile”: questa è la frase che la giovane Aurora ha chiesto scherzosamente di leggere ad alcuni abitanti del suo paese, il giornalaio, il farmacista, e altra gente comune. Lo ha fatto per mettere in luce le difficoltà che incontra un ragazzo dislessico nel leggere. Nel farlo Aurora ha però costruito e scritto la frase esattamente nel modo in cui la vede lei. Il risultato? Per scoprirlo guardate il video….

La frase che Aurora ha scelto di far leggere alle persone non è casuale. Si tratta di un’affermazione di Walt Disney, fondatore della ‘The Walt Disney Company’, anch’egli dislessico. Il video ideato dalla giovane Aurora ha fatto il giro del web e questo le ha permesso di raccontare ai giornali la sua storia, ricca di particolari e di eventi significativi. Raccontandosi ha ricordato di quando alle scuole elementari prendeva note e brutti voti perché gli veniva continuamente rimproverato che non sapeva leggere, o di quando alla gara delle tabelline era l’unica a ricevere la medaglia nera. Le difficoltà che incontrava Aurora sono, infatti, esattamente quelle che un bambini dislessico sperimenta più di frequente nelle attività scolastiche. Nel descriverle è importante ricordare che la dislessia fa parte (insieme alla disortografia, disgrafia e discalculia) di una categoria più ampia di disturbi che va sotto il nome di Disturbi Specifici dell’Apprendimento, espressione con la quale ci si riferisce ai disturbi delle abilità scolastiche. È fondamentale sottolineare che i disturbi specifici dell’apprendimento, sono disturbi neurobiologici che riguardano solo specifiche aree di apprendimento: nel caso della dislessia l’area compromessa è quella della lettura. Ciò significa che il bambino dislessico non presenterà disturbi dell’intelligenza (che è nella norma o addirittura superiore), né disturbi sensoriali o neurologici.  La dislessia si manifesta con una lettura scorretta e/o lenta. Gli errori più frequenti che il bambino può compiere nella lettura e nella scrittura consistono nell’inversione di lettere e di numeri (es. 31 – 13) e la sostituzione di lettere (m/n; v/f; b/d). Tali difficoltà possono, a lungo termine, avere un impatto negativo molto forte per il bambino, minando il suo adattamento scolastico e determinando problemi emotivi, che non fanno altro che aggravare le sue difficoltà. Fortunatamente, a favore dei bambini che presentano un disturbo specifico dell’apprendimento, vi è la legge 170 dell’8 ottobre 2010, la quale garantisce che nel contesto scolastico, venga tenuto conto delle caratteristiche soggettive degli alunni con Disturbo Specifico dell’Apprendimento, adeguatamente certificati, garantendo loro il diritto all’istruzione e l’applicazione degli strumenti compensativi per tutelare tale diritto. Ma, alla domanda su cosa manca nel ancora nostro paese per supportare le persone dislessiche, Aurora risponde così: «Credo che non ci sia un aiuto effettivo. Ritengo che siano i dislessici a dover mettere in campo azioni per dare una mano agli altri, perché vivono la questione in prima persona. E poi di dislessia non se ne parla abbastanza: in pochi sanno di cosa si tratta e forse a causa della poca conoscenza, un po’ spaventa. Si dovrebbero fare più corsi nelle scuole che spieghino cosa sia la dislessia e come comportarsi. Tutti dovrebbero conoscere di cosa si tratta, parlandone in modo semplice e diretto. Con la conoscenza, molti problemi svaniscono. Il messaggio deve arrivare a tutti, anche ai bambini. Per questo il mio sogno è di realizzare un cartone animato, magari adattato a diverse fasce di età». Noi siamo d’accordo con Aurora. Sulla dislessia deve essere fatta ancora tanta informazione per spiegare a tutti cos’è: non una malattia, non una disabilità ma una disturbo dell’apprendimento. È noto infatti che i dislessici hanno un diverso modo di imparare ma imparano bene e comunque!

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