Home La natura nel golfo Da Capri a Ventotene: il nuovo santuario dei cetacei

Da Capri a Ventotene: il nuovo santuario dei cetacei

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Che le acque tra Capri, Ischia e Ventotene sono un vero paradiso se ne sono accorti in molti, dai turisti a chi si occupa di ricerca e conservazione dei cetacei. E adesso pare essersene accorta anche l’IUCN, l’organizzazione internazionale che si occupa di conservazione della natura. Quell’organismo che segnala quali specie sono a rischio di estinzione e quali, grazie agli sforzi costanti di associazioni e ricercatori, stanno lentamente migliorando le sue condizioni.

È così che le acque di Ischia e Ventotene e gli Arcipelaghi Pontino e Campano sono state ufficialmente riconosciute dall’IUCN come “IMMA”, ovvero Important Marine Mammal Areas. Un’area di quasi 5.000 chilometri quadrati che ha un’importanza strategica per la conservazione dei cetacei. Un grande traguardo, soprattutto per chi si occupa dei cetacei che bazzicano in quest’area da oltre 26 anni: l’Associazione Oceanomare Delphis Onlus (ODO).

“L’arcipelago Campaniano e Pontino” si legge sul sito dedicato alle aree marine protette dei cetacei “è un importante habitat per i capodogli del Mediterraneo (Physeter macrocephalus)”. Banshee, Brunone, Andromeda, Perseo, sono solo alcuni dei nomi dati da ODO ai capodogli avvistati nel mare di Ischia, alcuni fedelissimi al sito. La zona è infatti frequentata da maschi solitari, gruppi di maschi scapoli e unità sociali di femmine con piccoli. E più della metà di loro ritorna sempre nelle acque dell’arcipelago a rifocillarsi nei lunghi e profondi canyon al largo di Cuma.

La nuova IMMA – Important Marine Mammals Area – che comprende l’Arcipelago campano e quello pontino

I capodogli mediterranei sono classificati come specie “in pericolo” dall’IUCN, perché la loro popolazione è in declino a causa delle numerose minacce antropiche: le catture accidentali nelle reti da pesca o nelle reti fantasma, gli impatti con le navi, i disturbi e i rumori prodotti dal traffico navale che disturbano il sonar di questi cetacei. E non da ultimo l’inquinamento delle acque marine con contaminanti chimici e plastiche di varia natura.

Ma le numerose osservazioni di capodogli in alimentazione o di capodogli con piccoli, soprattutto da ottobre a dicembre, effettuate nelle acque tra Ischia e Ventotene da ODO negli ultimi dieci anni, hanno convinto l’IUCN a istituire una nuova “IMMA”. Nel nuovo “santuario dei cetacei” campano, però, non ci sono solo capodogli. A fare compagnia a questi Moby Dick, ci sono anche le Stenelle striate (Stenella coeruleoalba), i rari Delfini comuni (Delphinus delphis) e i Tursiopi (Tursiops truncatus), come Maga Magò, Capitan Uncino, Paperoga e Ariel, solo per citarne alcuni. E poi ci sono altri giganti del mare: i Grampi (Grampus griseus) e le Balenottere comuni (Balaenoptera physalus), a cui di tanto in tanto si aggiunge qualche rarissima Megattera (Megaptera novaeangliae).

Un’oasi di biodiversità per la cui tutela Oceanomare Delphis lavora da anni, monitorando gli esemplari a bordo del veliero Jean Gab, identificandoli uno per uno con fotografie e registrazioni dei loro versi. Dopo quasi trent’anni di studio Oceanomare Delphis ha visto così concretizzarsi il sogno di vedere eletto l’Arcipelago Pontino e Campano come “IMMA”. Una proposta già avanzata al Workshop per il Mediterraneo sulle Aree di Importanza per i Mammiferi Marini (IMMAs) – tenutosi a Creta nel 2016 e organizzato dall’IUCN – e oggi finalmente diventata realtà.