De Luca sospende l’eolico. Il Tar lo boccia.

De Luca sospende l’eolico. Il Tar lo boccia.

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La legge regionale dell’anno scorso è incostituzionale. Le aziende penalizzate nei loro investimenti.

Altro che moratoria! Al paesaggio ci si pensa dopo. E’ un brutto momento per chi non ama le pale eoliche. Il Tribunale amministrativo della Campania ha buttato nel panico gli oppositori dell’energia prodotta da vento. Ha trovato elementi di incostituzionalità nella legge regionale  che sanciva, appunto, una moratoria sulla nascita di nuovi parchi eolici. Una battaglia in corso da anni, che subisce una battuta d’arresto dagli esiti molto incerti. La Giunta De Luca, spinta da diverse iniziative, un anno fa aveva adottato un provvedimento che congelava le nuove richieste di installazione di tralicci alimentati dal vento. Non deve aver fatto bene i conti la Giunta, soprattutto con le aziende che investono nel settore e non hanno mai previsto sospensioni contrarie al proprio business per milioni di euro. Tutt’altro. Molte di loro, in particolare nel Sannio, avevano già in tasca i primi permessi quando è stata approvata la legge. I giudici hanno stabilito che  la sospensione di un potere autorizzativo per un’attività consentita, promossa e incentivata dall’ ordinamento nazionale e comunitario, è un grave ostacolo all’iniziativa economica nella produzione energetica da fonti rinnovabili. Eppure la legge aveva avuto il plauso di tutti  i contrari alle pale sulle dorsali appenniniche. Con qualche dubbio, in verità, sull’apertura di credito di De Luca alle insistenze grilline in Consiglio regionale. Le aziende si erano subito opposte condeterminazione, manifestando delusione e mettendo nero su bianco le contraddizioni tra decisioni amministrative e impegni ambientali del programma elettorale di De Luca. Contraddizioni che oggi hanno una veste giuridica definita. E’ allora chiaro che non si può guardare al futuro di un territorio come la Campania senza coordinare gli interessi delle imprese, delle comunità locali e, in generale,  del Paese. La Regione, senza immaginare  tatticismi o  calcoli, incassa una dolorosa  bocciatura in quanto ha trascurato principi fondamentali della Costituzione. E su temi ad elevata attenzione sociale. Non gli fa nemmeno onore leggere nella sentenza che la tutela ambientale è ambito di competenza esclusiva dello Stato. Ed ancora, che su produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia, la potestà legislativa di una Regione è solo “concorrente”. E’ lo Stato che fissa i principi fondamentali e chi vi si mette contro blocca l’ “iniziativa economica nel campo della produzione energetica da fonti rinnovabili”. Evidentemente nessuno ci avrà pensato.

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