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Depressione post-partum al maschile

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Nell’immaginario collettivo solo le donne possono soffrire di depressione post-partum. Al contrario, pare che almeno un neo-papà su quattro ne sia colpito.

Diventare genitori è un processo psicologico molto complesso in quanto implica che la coppia genitoriale attraversi una fase di ‘sospensione’ che, da un lato, li proietta e li spinge in avanti, verso il loro bambino acquisendo quindi la funzione genitoriale che si manifesta prevalentemente nel prendersi cura di un altro essere umano; dall’altro i neo-genitori devono anche fare i conti con il loro passato e in particolare con il legame che avevano con i loro genitori rielaborando i conflitti passati e prefigurando un nuovo assetto identitario maturo e integrato. La donna, nello specifico, se non è sostenuta ed ha conflitti psicologici irrisolti, può essere esposta nel momento di adattamento psicologico, fisiologico e sociale richiesto dalla maternità al rischio di vari quadri psicopatologici, soprattutto depressivi di diversa intensità e gravità. Tale stato depressivo si può declinare anche al maschile. In linea generale, il neo papà sembra essere trascurato nel trattamento di questo disturbo, tuttavia la vita di oggi, l’emancipazione della donna, il ruolo stesso che il marito svolge in casa hanno fatto sì che sempre più spesso il neo papà assumesse il compito di “mammo”. Questo coinvolgimento maggiore dell’uomo nella vita della famiglia ha contributo a far si che tale stato depressivo colpisse  anche i papà. Ovviamente si tratta di uno stato d’animo che ha meno a che vedere, dal punto di vista fisiologico, con i fattori ormonali. Eppure, pare che addirittura un neo papà su quattro ne sia colpito. Tale può apparire ad alcuni poco comprensibile poichè la nascita di un figlio è universalmente riconosciuta come un evento gioioso ma è allo stesso tempo costituisce un cambiamento ad alto impatto psicofisico per tutta la famiglia.  Sul fronte delle cause scatenanti, occorre sottolineare le differenze di genere. Nella donna infatti la depressione post-partum ha degli interessi ormonali e biologici notevoli. Nell’uomo la lettura del fenomeno dal punto di vista biologico è quella di una reazione all’attivarsi di situazioni di stress da parte di soggetti che in passato hanno già sofferto di episodi di ansia o che hanno una familiarità con il disturbo depressivo. E’ sotto la pressione del cambiamento e di richieste psichiche e materiale che il nuovo nato comporta, così come del senso di esclusione dal rapporto privilegiato madre-figlio, del cambiamento fisico della compagna, delle implicazioni in termini di sessualità e di rapporto di coppia modificato che i padri possono essere inclini a psicopatologie di questo tipo e cedere. Il disturbo si manifesta allora con perdita di interesse e di piacere in numerose attività, incapacità di dare qualsiasi contributo, anche con sintomi somatici come stanchezza, mal di schiena e disturbi del sonno. E’ importante infine sottolineare che a prescindere dalla depressione post-partum maschile, oggetto della presente discussione, ogni uomo può sperimentare dubbi e timori di fronte a un evento così importante come la nascita di un figlio. Ci si chiede come sarà la vita ‘dopo’, come cambierà la relazione con la compagna, si ripensa al figlio che si è stati, ci si interroga sul padre che si diventerà, si immagina come sarà fisicamente il bambino (a chi somiglierà? avrà i miei occhi?), se avrà i suoi stessi interessi, cosa farà da grande.  Partecipare a un corso di accompagnamento alla nascita è una buona e bella opportunità per incontrare altri futuri padri, scoprire che certi interrogativi sono comuni e, così, sentirsi più consapevoli delle proprie sensazioni e soprattutto dell’importante ruolo che si approssima a svolgere.

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