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Difendiamo il suolo

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Migliaia di firme in calce alla petizione salvailsuolo.it per una legge europea. Ultimi giorni per aderire.

In tempi di terremoti, incendi e tsunami coltiviamo la speranza  di vedere i territori nei quali viviamo,un pò più protetti. E invece no. Nonostante dibattiti, leggi in cammino con tempi da lumaca , proclami di cartone, l’Italia continua a mangiarsi pezzi di terra. Il suolo, lo spazio delle relazioni umane, sociali ed economiche è preso d’assalto. Muore lentamente, progressivamente e facciamo poco o nulla. Accade anche fuori dall’Italia, se è vero che  ogni anno solo il cemento ingoia 1000 kmq di suolo fertile. Martedi 12 settembre è l’ultimo giorno utile per firmare l’appello “ Salva il suolo” di People4Soil sul sito www.salvailsuolo.it. Un’  iniziativa forte, spontanea che porta avanti una petizione continentale per ottenere dall’ Ue una legge contro il consumo del suolo. Non solo. La lunga lista di promotori italiani – da Legambiente ad Acli, Coldiretti, Fai, Istituto nazionale di urbanistica, Slow Food, Wwf – si batte anche contro il degrado. Dove non mangiamo i terreni, li offendiamo con modi tanto bizzarri quanto indecenti. Costruiamo, sversiamo, bruciamo, deprediamo. La petizione poggia su un manifesto pubblicato settimane fa con quattro buoni motivi da condividere. Prevenire nuove catastrofi legate al dissesto del territorio; impedire l’ abusivismo e la costruzione di ecomostri; impedire l’avvelenamento della terra ;bloccare disastri economici e sociali globali. Non è un elenco di buoni propositi, ma l’anima e la sostanza di movimenti ed associazioni che non ce la fanno più a vedere un’Italia che cambia volto. Ci mettiamo a posto la coscienza spendendo soldi pubblici per la sostenibilità ambientale.  Che senso ha ?  Le catastrofi degli ultimi anni sono correlate al dissesto dei territori, non c’è dubbio. Le prediche dopo ogni calamità, ormai, hanno stancato. Hanno perso senso per coloro che subiscono conseguenze umane e materiali. Ancora di più, per tutti quelli  che si danno da fare per soccorrere e ricostruire. Sulle leggi vigenti o sulle proposte su  abusivismo di necessità, sanatorie da un incompetente grillino, meglio non dilungarsi. Ci è bastato il teatrino tra Napoli e Roma  dopo le scosse di agosto ad Ischia. E poi le conseguenze economiche di ogni azione umana contronatura.  People4Soil nel chiedere sostegno alla petizione , ci ricorda che Il consumo e il degrado del suolo stanno assumendo  dimensioni globali. Le Nazioni Unite hanno  denunciato una perdita del 30% di terreni agricoli persi o degradati negli ultimi dieci anni. I terreni non più coltivati, al di là e al di qua dell’Oceano, sono un danno economico colossale per mancate produzioni , mancato export di prodotti di qualità, perdite di posti di lavoro e redditi. A casa nostra in Italia non siamo più in grado di soddisfare la domanda di materie prime richieste dall’agroindustria e allora andiamo a comprarle dai cinesi, dai turchi, dai cileni. Mangiamo bio,ci dichiariamo eco, ma il suolo su cui poggiamo i piedi è sempre più piccolo. L’Europa può ascoltarci.*****