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Disoccupati all’assalto: benzina sul duomo di Acerra durante il matrimonio

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Benzina sul duomo di Acerra, spruzzata con un fucile giocattolo, e striscioni contro le istituzioni regionali, bruciati davanti all’ingresso della grande chiesa. E’ successo nel bel mezzo di un matrimonio, proprio mentre gli sposi pronunciavano il si, dall’altare. Protagonisti della minaccia “incendiaria” un gruppetto di operai del Cub, il Consorzio regionale unico di bacino per la raccolta dei rifiuti, una scatola rimasta vuota ma zeppa di gente che non ha più incarichi né salario. Lavoratori disperati, tutti con mogli e figli, ormai quasi anziani, poverissimi, rimasti senza stipendio e senza masioni da sette anni, dopo la sostanziale messa in liquidazione dell’ente gestito dalla Regione. A capeggiare la protesta di ieri è stato Giovanni D’Errico, un cinquantenne della zona. « Il vescovo non si è fatto proprio sentire – replica D’Errico – la benzina serve perché noi stiamo morendo. Da qui non ce ne andiamo: preferiamo andarcene morti bruciati ». Poi però il vescovo si è presentato, alle 7 di sera. C’è stato un battibecco col prelato. I Cub non si muoveranno dal duomo. Oggi assemblea pubblica, alle 11. I manifestanti chiedono al governatore De Luca un lavoro vero senza inutili provvedimenti assistenziali da 500 euro al mese e lo sblocco dei contributi mai riconosciuti nel pregresso.