Home Cronaca Avvenimenti “Ecce homo”, un quadro, una scena eterna: la folla preferisce il brigante...

“Ecce homo”, un quadro, una scena eterna: la folla preferisce il brigante Barabba a Gesù. Ma Gesù capisce…

1971
0
CONDIVIDI

Nel quadro di Ciseri Gesù sa che non potrà mai schierarsi con Lui  “quella” folla composta da ladroni come Barabba, da scettici, da pessimisti, da chi è persuaso che gli uomini preferiscano il Male al Bene, da chi non crede nei valori delle idee, da chi  non ama la Verità e, infine, da chi non riesce ad ammettere che Gesù ha impresso una svolta nella Storia.

 

Pochi episodi dei Vangeli sono stati, e sono, “tormentati” dagli studiosi come quello che ha per  protagonisti Gesù, Pilato e Barabba. Narra Matteo (27, 11-26) che, essendo abitudine dei governatori romani liberare, per la Pasqua ebraica, un carcerato, i sommi sacerdoti e gli “anziani” di Israele  chiedono a Pilato di liberare un detenuto “famoso”, Barabba, di cui Giovanni ci dice che era un brigante. Pilato, “ che sapeva che quelli gli avevano consegnato Gesù per invidia”, tenta di metterli in difficoltà: volete che io liberi Barabba o Gesù?, ma il “popolo”, incitato da “anziani” e dai grandi sacerdoti, reclama a gran voce la libertà per Barabba e la crocifissione per Gesù. Intanto  Pilato è stato avvertito dalla moglie: “ Non vi sia niente tra te e quel giusto, perché stanotte in sogno ho molto sofferto per causa sua”. Crescendo il “tumulto” della folla che vuole la liberazione di Barabba e la morte di Cristo, Pilato si fa portare dell’acqua, si lava le mani “dinanzi al popolo” e dice: “ Io sono innocente del suo sangue, pensateci voi”.  E il “popolo” grida: “ Il suo sangue cada su noi e sui nostri figli”.

Nel  Vangelo di Giovanni Pilato e Gesù si parlano. Gesù ricorda al prefetto romano che se il proprio regno appartenesse a questo mondo, i suoi soldati avrebbero impedito ai Giudei di catturarlo: “ il mio regno non viene da quaggiù”. E Pilato: “ dunque, sei un re? “. “ L’hai detto – risponde Gesù –  io sono venuto nel mondo per rendere  testimonianza alla verità. Chi sta dalla parte della verità ascolta la mia voce”. E Pilato ribatte con una domanda drammatica, che risuona in ogni momento della storia dell’uomo. “ Quid est veritas ? Che cosa è la verità?”. Anche Giovanni scrive che Pilato dichiara ai Giudei di non aver trovato “nessuna colpa in Gesù”. Ma i Giudei vogliono che sia liberato Barabba.  Il prefetto romano non sa come uscire dalla situazione angosciosa.  Illudendosi di placare l’ira della folla,  ordina che Gesù sia flagellato  e  schiaffeggiato, e poi lo mostra al pubblico, coronato di spine e coperto da un mantello di porpora: “ Ecce homo, ecco l’uomo”.

Ma i Giudei insistono: “ Crocifiggilo, crocifiggilo”, e quando Pilato ripete, ancora una volta, di non aver trovato colpe in lui, gli gridano che le loro leggi vogliono che Cristo muoia, “perché si è fatto figlio di Dio” e si proclama re: e  i Giudei “non hanno altro re se non l’imperatore romano”. Pilato è vinto dalla paura che il suo atteggiamento lo esponga all’accusa di tradimento e perciò lascia che Gesù sia portato a morte: “prendetelo e crocifiggetelo voi”. Prima che Gesù venga trascinato via, Pilato gli  chiede da dove egli viene, ma Gesù non risponde, e il romano lo rimprovera: “Non vuoi parlare con me? Non capisci che io ho il potere di liberarti e di crocifiggerti?”. Ma Gesù ha letto la paura nei suoi occhi: “ Non avresti su di me alcun potere, se non ti fosse stato consegnato dall’alto. Ben più grave è il peccato di coloro che mi hanno consegnato a te”.

In questo racconto pensano di aver trovato argomenti a conferma delle loro idee i credenti, i non credenti, gli antisemiti, i detrattori del “vile” Ponzio Pilato del Vangelo di Giovanni, ma anche gli ammiratori del Ponzio Pilato “coraggioso” descritto da Matteo.. Qualche studioso, però, considerando eccessiva l’ammirazione che l’evangelista mostra nei confronti del prefetto e della moglie, sostiene che  l’intero episodio è un falso, una interpolazione. E il Pilato che domanda “ Che cosa è la verità?” è diventato un personaggio simbolo per chi crede che la verità non esista, per gli scettici e per i pirroniani..  La folla che preferisce il Male al Bene, che vuole libero il brigante Barabba e crocifisso Gesù, porta acqua al mulino dei nemici del sistema democratico, i quali non sanno o fingono di non sapere che davanti al pretorio di Gerusalemme c’era uno spazio appena sufficiente per accogliere  non una “ folla”, ma solo poche decine di sacerdoti, di “anziani” e di loro seguaci. Ma se questo è vero, ribattono i populisti, allora per Barabba ha votato non il popolo, ma la casta: e infatti i sacerdoti e gli anziani arrestano Gesù di notte e lo crocifiggono immediatamente proprio per evitare che il “popolo” dei sostenitori accorra a liberarlo.

All’“Ecce Homo” che apre l’articolo Antonio Ciseri lavorò quasi venti anni: il quadro venne esposto per la prima volta nello studio del pittore una decina di giorni dopo la sua morte, avvenuta l’8 marzo 1891. Ciseri non ama la folla che sceglie Barabba, e perciò ci fa entrare nel quadro dal lato opposto, alle spalle di Cristo e di Pilato: il che ci consente di notare, a destra, anche la sofferenza della moglie del prefetto. Pilato è avvolto nella sua bianca toga che attira la luce del giorno, sottolinea, nell’impeto del corpo, l’agitazione dell’animo, e  ne isola, avvolgendola, la figura. Anche il  corpo di Cristo, nudo a metà, è isolato: ma la schiena dritta. la testa alta e il solenne drappeggio del manto rosso ci dicono che egli è la Verità. Ci dicono che Egli sa perché la “folla” gli preferisce, e gli preferirà sempre, Barabba. Perché in quella folla non ci sono solo i ladroni, che naturalmente votano per un ladrone, ma ci sono anche coloro che non amano la Verità, che si rifiutano di “vedere” e decidono di vivere ignorando, e fermandosi alla superficie delle cose. Ci sono i pessimisti metafisici persuasi che l’uomo sia per natura volto al Male, ci sono coloro che per principio non amano né gli apostoli, né i predicatori, né gli idealisti. Ci sono, nella folla, tutti quelli che alla luce preferiscono le tenebre, perché la tenebra nasconde, e la luce smaschera.  Al di là delle convinzioni personali, nessuno può negare che Cristo abbia impresso una svolta al corso della storia umana.  Nel quadro di Ciseri Cristo  sa che “quella” folla “deve” scegliere Barabba, che non può scegliere la “Verità”, non è ancora pronta per farlo. E tra Cristo, fermo nella  Sua dignità, e l’agitato  sporgersi di Pilato verso “quella” folla,  c’è un vuoto, c’è un salto: il salto dalla storia di prima alla nuova storia. Su quella loggia va in scena una vicenda sublime, e perciò il cielo, nonostante tutto, è luminoso.