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Ercolano e le inutili giornate ecologiche

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Come ottenere il massimo risultato mediatico col minimo sforzo amministrativo. LE FOTO – IL VIDEO

Ci risiamo, ancora una volta i bambini in prima fila per giustificare l’inerzia di un’amministrazione. Anche quest’anno il comune di Ercolano ha voluto mettere un velo di ipocrisia sulle sue inadempienze. Domenica scorsa, a dire dei tanti addetti stampa di cui quest’amministrazione gode, circa 400 ragazzi, quelli delle scuole del territorio, sono intervenuti per “ripulire” la strada che conduce al Vesuvio. Ora, lungi dal pensare in un’azione risolutiva, visto che sono anni che tra forum dei giovani, Legambiente e simili, e il sindaco Buonajuto che continua a farsi selfie con sfondo di cappellini gialli e faccine sorridenti, niente di risolutivo è mai stato fatto in quei luoghi e la monnezza sta sempre là in bella vista.

Molti hanno sostenuto il valore educativo del gesto, ovvero quello di suscitare in quei giovani uno spirito ecologico e rispettoso nei confronti dell’ambiente ma a mio avviso ciò non vale quando tutt’attorno a quei ragazzi regna l’esatto contrario di quanto dovrebbero apprendere ed è appunto l’incoerenza degli adulti a prevalere. Che senso ha portare sotto un sole quasi estivo e in mezzo ai bus turistici quei ragazzi? Che senso ha mandarli in mezzo a profilattici e fazzolettini, cartoni di pizza e bottiglie di Peroni quando il giorno dopo lo spettacolo sarà sempre lo stesso? Cosa c’è di educativo in un azione vana? Cosa c’è di costruttivo nel mostrare l’inutilità di un gesto?

Ma soprattutto, fermo restando che la scuola adempie ormai da decenni al suo compito educativo ambientale, dove sono le istituzioni? Dov’è il Parco? Dov’è la Città Metropolitana? Dove sta il comune? Davanti l’obiettivo! Ma il resto dei 364 giorni dell’anno solare, cosa si è fatto per evitare quello che si celebra quotidianamente lungo la Provinciale/Comunale del Vesuvio? Ma soprattutto, cosa si è fatto per rendere onore al patto con le nuove generazioni?

Oramai la febbre da giornata ecologica sta dilagando, oramai si è capito che paga più questo che l’impegno reale per un qualcosa che non si ha interesse a risolvere o per la quale si ha la coscienza di non poterlo fare. Basta più un giornalista amico che ti enfatizza l’evento che il reale controllo del territorio. Di certo la colpa è di questi amministratori che non fanno altro che prenderci in giro e strumentalizzare le masse acritiche degli studenti ma è anche vero che alla gente piace essere presa in giro e che i politici non sono altro che l’emanazione di una cultura locale che non vuole impegnarsi nel reprimere quegli atteggiamenti patologici che riducono il nostro territorio in una reale pattumiera.

Magari, a questo punto, se si avesse realmente voluto dare un senso didattico alla giornata, si sarebbe potuto andare tutti all’Ammendola & Formisano o all’ancora fumante via Novelle Castelluccio e perché no? Godersi la vista panoramica su Cava Fiengo. Lì sì che sarebbe potuto apprendere che lo sporco che ci attornia non è solo quello delle coppiette e dei turisti un po’ distratti, ma principalmente quello che si è scaricato e si scarica ancora nelle cave vesuviane. E allora sì che mi sarebbe piaciuto ascoltare qualche bella domanda spontanea da parte di quei ragazzini, del tipo: ma chi ce li ha buttati lì quei rifiuti? Chi è il proprietario di quelle cave? Perché non si è mai fatto nulla per ripulire quella zona?

Domande tanto semplici quanto complesse nella risposta poiché questa contempla un’implicita ammissione di colpa.