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FCA conferma: « nuova vettura per Pomigliano ». Ma la Fiom resta molto critica

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Rinnovata per un anno anno la solidarietà. E i trasfertisti dovranno diminuire.  

 

Dal tavolo separato di ieri (la Fiom è stata come ormai di consueto ricevuta dopo le altre organizzazioni in quanto non firmataria del contratto specifico )  una notizia positiva e concreta è emersa e cioè che l’azienda ha confermato la volontà di dare il via alla produzione di una nuova vettura di fascia premium a Pomigliano. Lo ha ufficializzato il responsabile delle relazioni esterne di FCA, Pietro de Biasi, durante l’incontro tenuto ieri nella fabbrica automobilistica napoletana con Fim, Uilm, Fismic e Ugl. Sui tempi del lancio della nuova vettura, però, nessuno si è sbilanciato. Corre voce circa i primi mesi del 2019. Si vedrà. Ieri nella stessa sede è stato intanto rinnovato di un anno il contratto di solidarietà per 3mila dei 4500 addetti dell’impianto napoletano mentre l’azienda si è detta disponibile, per chi faccia richiesta di rientro, a ridurre il numero dei trasfertisti ( attualmente sono 330 ) che ogni giorno sono costretti a un faticosissimo pendolarismo fino allo stabilimento di Cassino e ritorno. « Mentre per coloro che vorranno restare a Cassino – fa sapere Biagio Trapani, segretario generale della Fim Cisl di Napoli – è previsto un incontro nel mese di dicembre finalizzato a una rivisitazione del trattamento economico. Inoltre FCA ha fatto sapere che potrà usufruire degli ammortizzatori sociali anche oltre l’agosto del 2018, cosa che garantirà coperture per un tempo sufficiente ad avviare gli investimenti necessari alla saturazione occupazionale connessa alla nuova missione produttiva ».  Molto diversa è invece l’analisi della Fiom, che in un comunicato nazionale stigmatizza la prosecuzione della cattiva pratica dei tavoli separati e « valuta negativamente l’incertezza sul piano industriale, anche perché non sono stati chiariti tempi e modalità di realizzazione dei futuri modelli ». Infine i metalmeccanici della Cgil ritengono «indispensabile il ricorso al contratto di solidarietà per evitare licenziamenti» ma «valutano positivamente il rientro a Pomigliano dei lavoratori impiegati temporaneamente a Cassino che ne facciano richiesta».