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FCA Pomigliano, la Fiom: «Fase rischiosa: assemblea unitaria e stop ai tavoli separati»  

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FCA non ha scoperto le carte sulla nuova missione produttiva per Pomigliano e non ha ancora fissato la data del prossimo faccia a faccia con i sindacati che, in base a un recente accordo, si dovrebbe tenere entro settembre allo scopo di far rendere noto il piano industriale per la grande fabbrica automobilistica napoletana. Qualche giorno fa l’azienda si è anzi limitata a ribadire semplicemente che « il piano industriale del gruppo sarà illustrato entro il giugno del prossimo anno ».  Cosa che ha fatto irritare anche i sindacati più, come dire, “concertativi”. Il segretario nazionale della Fim, Ferdinando Uliano, ha infatti di recente dichiarato che stando così le cose « sarà troppo tardi per i lavoratori di Pomigliano visto che per loro i contratti di solidarietà scadranno a settembre del 2018 ».  « L’azienda rispetti gli impegni presi », ha quindi esortato il dirigente sindacale. Questa situazione sta facendo passare all’attacco la Fiom, sindacato che viene costantemente messo in disparte nelle relazioni sindacali di FCA per il fatto che non ha firmato il contratto specifico aziendale con cui Marchionne nel 2010 diede un calcione alla contrattazione nazionale dei metalmeccanici e a Confindustria.  Intanto però i metalmeccanici della Cgil attraverso un comunicato affisso nella bacheca della fabbrica partenopea incalzano l’azienda scrivendo che « per i lavoratori di Pomigliano e Nola, peraltro preoccupati dalla continua altalena di notizie sul futuro dell’intero gruppo, servono certezze e non più rinvii ». Contemporaneamente i responsabili del sindacato diretto da Maurizio Landini  lanciano all’indirizzo delle altre organizzazioni di categoria un appello all’unità. «  La Fiom-Cgil –  il contenuto del messaggio – si dichiara disponibile ad organizzare insieme alle altre Organizzazioni Sindacali un’assemblea retribuita con i lavoratori, visto che dalle ultime dichiarazioni sono altrettante preoccupate per le sorti dei lavoratori di Pomigliano e Nola ». L’obiettivo è di partecipare tutti insieme all’eventuale incontro settembrino con l’azienda, peraltro non ancora fissato, appunto. La richiesta è di rinunciare all’ormai consueto metodo dei tavoli separati. Da sei anni la Fiom si incontra da sola con l’azienda, solo dopo che Fim, Uilm, Fismic e Ugl hanno già tenuto un qualsiasi confronto.  « Le preoccupazioni che crescono – spiegano i metalmeccanici Cgil – insieme alle incertezze confermano la necessità più volte avanzata dalla Fiom di aprire insieme alle altre organizzazioni sindacali un confronto unitario con i lavoratori, per poi presentarsi insieme al prossimo incontro con la direzione aziendale allo scopo di  ottenere il rispetto degli impegni presi dalla direzione di FCA nell’incontro di giugno, patto che prevedeva inoltre la verifica della situazione dei circa 300 lavoratori impegnati temporaneamente a Cassino ».  Nel comunicato della Federazione degli impiegati e degli operai metallurgici si mettono infine in guardia sindacati e lavoratori: «  Il rischio di ulteriori slittamenti rischierebbe di far scadere la copertura del contratto di solidarietà senza avere garanzie produttive ed occupazionali per i 4700 lavoratori di Pomigliano e del reparto di Nola ».