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FCA Pomigliano, l’allarme dei trasfertisti: « Noi depredati ogni giorno dai ladri »

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E’ indubbiamente come una bastonata sulla testa trovare la tua auto depredata di ogni cosa di valore oppure non trovarla proprio più, soprattutto al termine di un’intera giornata di lavoro durissimo consumata magari lontano, molto lontano. E’ il flagello che si sta abbattendo quasi quotidianamente sui 300 trasfertisti della Fiat di Pomigliano. Operai che per mantenere il posto di lavoro sono momentaneamente costretti a recarsi ogni giorno, con dei bus messi a disposizione dall’azienda, fino allo stabilimento Fiat di Cassino, a cento chilometri di distanza, dove i volumi produttivi sono più grandi rispetto a quelli attualmente garantiti dalla fabbrica automobilistica partenopea. Intanto i ladri stanno saccheggiano ogni giorno le loro vetture personali, che restano in sosta per molte ore, dal mattino fino a tarda sera, nel parcheggio aziendale ubicato nel grande piazzale antistante la fabbrica. « Non ce la facciamo più – racconta Pasquale M., 44 anni, di Acerra – ogni giorno vengo qui a parcheggiare la macchina prima di prendere il bus che mi porta a Cassino. Quando faccio il primo turno lascio la vettura alle 3 e 45 del mattino e la riprendo alle tre e mezza del pomeriggio. Quando faccio il secondo turno la lascio alle 11 del mattino e la riprendo alle 11 della sera. L’altro ieri – aggiunge Pasquale, tono seccato – ho fatto il secondo turno. Ho ritrovato la mia macchina senza il navigatore. Stessa cosa – racconta ancora l’operaio – è capitata a molti altri miei colleghi, alcuni dei quali non hanno ritrovato più l’intera automobile ». Ammontano ad almeno una dozzina i furti segnalati dagli operai soltanto durante quest’ultima settimana, ruberie ai danni di altrettante vetture parcheggiate nell’area di sosta del parcheggio della Fiat di Pomigliano. Pare che i ladri abbiano preso di mira in particolare le auto di proprietà dei trasfertisti comandati a Cassino. « Il perché è ovvio – spiega Giuseppe P., 48 anni, un altro lavoratore impegnato nello stabilimento laziale – siccome le nostre macchine restano nel parcheggio molto più tempo di quelle degli altri colleghi che lavorano a Pomigliano allora risultano le più attaccabili ». Si invocano maggiori controlli, in particolare da parte della sorveglianza aziendale. E’ una situazione questa che si sta aggiungendo alle tensioni che serpeggiano circa il futuro della grande fabbrica di Pomigliano, al momento ancora molto incerto.