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Fiat, troppo stress: 46 trasfertisti a Cassino rientrano in quel di Pomigliano

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Lunedi sono rientrati nella FCA di Pomigliano 46 operai napoletani distaccati da marzo nello stabilimento ciociaro di Cassino, dove si producono le nuove Alfa Romeo Giulia e Stelvio e dove è al termine la produzione della Giulietta. Intanto gli operai partenopei sarebbero dovuti rimanere nell’impianto laziale fino al settembre del 2018. Ma non ce l’hanno fatta ad andare ogni mattina alle 4 a prendere il bus nel piazzale della Fiat di Pomigliano per poi presentarsi 100 chilometri più a nord nell’impianto di Cassino. Orari impossibili, con altri 100 chilometri da percorrere fino all’auto parcheggiata a Pomigliano per tornare a casa. Una faticaccia che ha quindi indotto quasi 50 dei 300 addetti distaccati ogni giorno da Pomigliano a Cassino a chiedere il rientro nella fabbrica partenopea. Rientro che è stato appunto chiesto insistentemente dagli stessi operai e infine concesso dal gruppo automobilistico. I trasfertisti alcuni mesi fa hanno anche scioperato contro questa difficile condizione di lavoro. L’azienda venerdi scorso ha quindi comunicato il ritorno dei lavoratori ai sindacati firmatari del contratto specifico aziendale (Fim, Uilm, Fismic e Ugl) e alla Fiom ( ma nel caso dei metalmeccanici della Cgil la comunicazione è avvenuta in seconda battuta e a tavolo separato perché gli esponenti dell’organizzazione di Francesca Re David si rifiutano da sette anni di firmare il contratto specifico aziendale, in vigore dal 2010 ). Nel frattempo a Pomigliano corre voce che anche molti altri dei 250 operai rimasti al lavoro a Cassino possano rientrare nella fabbrica della Panda entro questo mese di dicembre.