Home Generali Gli ambientalisti di Acerra: « E’ sparita una denuncia dal Comune: parlava...

Gli ambientalisti di Acerra: « E’ sparita una denuncia dal Comune: parlava di una discarica nei terreni dei Pellini »

1114
0
CONDIVIDI

La denuncia in procura degli ambientalisti: « dai cassetti del municipio di Acerra è sparita la segnalazione depositata l’anno scorso di una discarica abusiva occultata in un terreno coltivato a ortaggi, un appezzamento che peraltro è stato di proprietà dei signori del traffico illecito di rifiuti condannati per disastro ambientale: i fratelli Pellini ». La presunta sparizione dal Comune di un documento tanto importante ai fini della tutela della salute pubblica è stata denunciata l’altro giorno alla procura di Nola da Alessandro Cannavacciuolo e Antonio Montesarchio, ambientalisti noti in questa zona della Terra dei Fuochi per la loro costante attività di “cacciatori” di discariche e di illegalità varie individuate fuori e dentro i palazzi del potere. Intanto non è la prima volta che emergono dalla casa comunale di Acerra storie di documenti smarriti. Tanto per fare un altro esempio qualche anno fa la segretaria comunale, Maria Piscopo, non è riuscita a soddisfare, nonostante le ricerche, una richiesta di documenti dello stesso Cannavacciuolo. In quell’occasione la dirigente ha reso noto che non è stato possibile trovare lo studio analitico delle contaminazioni dei terreni e della falda acquifera commissionato nel 2003 dall’ex sindaco Michelangelo Riemma. E adesso spunta un’altra polemica di tenore simile. « La mia segnalazione non c’è nell’ufficio ambiente del Comune e risulta da richiesta formalmente avanzata che non è mai stata inoltrata alla procura – racconta Cannavacciuolo – nel frattempo gli organismi di controllo ambientale della municipalità non hanno fatto nulla ». Ieri dal Comune non è giunta nessuna replica alle accuse dell’ambientalista, accuse appunto finite qualche giorno fa in una denuncia inoltrata ai pubblici ministeri di Nola. La segnalazione “sparita” riguarda un terreno in località Lenza Schiavone, un appezzamento che è stato di proprietà dei fratelli Pellini di Acerra, ora in carcere a seguito di una condanna definitiva per disastro ambientale (milioni di tonnellate di scarti tossici sversati ad Acerra e in altre zone dell’hinterand a nord e ad occidente di Napoli, anche nell’area flegrea ). In questo terreno di Lenza Schiavone – il contenuto sostanziale della segnalazione finora “non pervenuta” – c’è una massiccia presenza di pietrisco di diversa pezzatura, plastiche triturate, bastoncini colorati di plastica, cotton fioc e resti di rifiuti sanitari. Questi fondi presentano un dislivello in aumento rispetto ai terreni circostanti, variabile dai 30 ai 50 centimetri. « Inoltre – aggiungono gli ambientalisti – a distanza di 14 mesi dalla segnalazione non risulta che sia il sindaco del comune di Acerra che il comandante della polizia municipale abbiano attivato l’iter previsto per legge ». Ai sensi del codice di procedura penale gli ecologisti hanno anticipato alla procura che si opporranno a qualsiasi richiesta di archiviazione eventualmente avanzata dal pubblico ministero « stante l’evidenza delle ipotesi delittuose denunciate e perpetrate ». Sullo sfondo si staglia il diffuso malcontento delle popolazioni della Terra dei Fuochi, che non riescono a vedere attuate le necessarie risposte a una situazione ambientale ancora molto precaria. I rifiuti “in superficie” sono sempre più visibili ogni giorno che passa, nei terreni e nelle strade. E quantità non misurabili di scarti di ogni tipo si trovano ancora mescolati ai terreni agricoli, gran parte dei quali continuano a produrre frutta e ortaggi che finiscono sulle nostre tavole.