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Hitachi, Carrefour, Ericcson: le vertenze roventi di questa estate bollente

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Ancora nessuna soluzione per quasi 200 lavoratori rimasti senza soldi e senza posto.     

 

L’altro giorno sotto un sole impietoso si sono ritrovati davanti alla prefettura di Napoli i quattro lavoratori della Quanta che non sono stati ricollocati in Hitachi e i commessi licenziati da anni dell’ipermercato Carrefour di Casoria per i quali era stata promessa una ricollocazione che adesso sembra sfumare. Due vertenze difficili di questa estate rovente a cui si è aggiunta una terza, quella dei trenta lavoratori Ericcson di Napoli appena silurati dall’azienda. Sono questi i tre allarmi del momento in una fase apparentemente tranquilla della stagione, quella dell’attesa delle vacanze agostane. Ma c’è chi giura che il mese che sta per entrare non sarà nient’altro che l’occasione per far venire i nodi al pettine di una situazione economica e occupazionale che a Napoli appare ancora terribile. I quattro operai della Quanta per i quali, a differenza di tanti altri loro colleghi, non è stata trovata la ricollocazione negli organici della Hitachi, a cui tanto hanno dato lavorando nello stesso sito di via Argine, stanno manifestando disperatamente in tutti i modi possibili, anche con le loro famiglie, le loro mogli, i loro figli. Proteste a go go anche da parte di alcune decine di commessi ex Carrefour, molti quelli ultracinquantenni, che per conto di tutti i 150 licenziati dell’ipermercato stanno premendo in tutte le maniere per strappare un accordo di ricollocazione nel nuovo centro commerciale di Casoria che sta per sorgere sotto le insegne della Globo, l’azienda italiana dell’abbigliamento che utilizza nei suoi impianti solo manodopera interinale molto giovane: un liberismo selvaggio che mal si concilia con le pur giuste istanze degli ex Carrefour. E sono arrivati i guai pure nelle telecomunicazioni, dove la Ericcson ha appena inviato trenta lettere di licenziamento a casa di altrettanti addetti della sede napoletana dell’azienda.