Il commovente saluto a Totti nasconde falli di mano e cori razzisti....

Il commovente saluto a Totti nasconde falli di mano e cori razzisti. Ora il futuro passa per una società solida

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Il_Napoli_fonte_foto_sito_ufficiale
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Finisce il campionato, il Napoli deve ancora attrezzarsi per lo scudetto.

Il racconto dell’addio al calcio giocato di Francesco Totti ha finito con l’oscurare almeno due aspetti importanti dell’ultima domenica di campionato: l’ennesimo errore arbitrale a favore della Roma e l’ennesima caterva di insulti contro il Napoli, i napoletani e – non smetteremo mai di ricordarlo – i vesuviani in particolare.

Giornali, televisioni e siti internet hanno voluto (e probabilmente dovuto) costruire la narrazione dell’ultimo dei capitani, la bandiera, il simbolo di un calcio che non c’è più e mai più tornerà. E così è passato sotto silenzio che il secondo posto se l’è aggiudicato una squadra che ha avuto una caterva di rigori e che ieri ha rimesso in sesto una partita difficile beneficiando di una svista su un fallo di mano abbastanza evidente.

Le solite scuse dei napoletani? Può essere che certi argomenti servano a mitigare la delusione, ma si tratta comunque di dati di fatto. Così come è un dato di fatto che la questione del razzismo ormai è accantonata: tutti – e in tutti gli stadi d’Italia – possono augurarsi enormi falò di napoletani e vesuviani senza che ci siano conseguenze particolari.

Bisognerà rassegnarsi e, soprattutto attrezzarsi: con una società più forte e solida, capace di farsi sentire ai piani alti. Anche questo è un concetto espresso più volte ma il futuro, soprattutto se si vuole vincere lo scudetto, passa da qui. Celebrare il bel gioco, i record di gol e vittorie, il girone di ritorno fantastico serve a specificare che il Napoli ha un buon punto di partenza: per il traguardo, però, deve ancora attrezzarsi.

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