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Il coraggio delle donne

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Il gesto coraggioso delle donne testimonial, vittime di abusi da parte del noto attore Bill Cosby, rompe il silenzio su una realtà dolorosa e molto diffusa.

Ha suscitato molto scalpore la copertina dell’ultima edizione del New York Magazine. L’immagine, in bianco e nero, ritrae trentacinque donne, sedute l’una di fianco all’altra, con le braccia poggiate sulle gambe e lo sguardo rivolto dritto davanti a sé. Accanto a loro, una sedia ancora vuota. Donne diverse per età e aspetto che hanno in comune una triste storia, un dramma con cui hanno convissuto silenziosamente per molti anni della loro vita. Tutte quelle donne sono state vittime di violenze e molestie sessuali da parte di Bill Cosby, famoso attore, comico e cantante statunitense,  noto soprattutto per la serie Tv ‘I Robinson’, da lui prodotta ed ideata.

La notizia riportata dal New York Magazine non ha fatto altro che riportare nuova luce sul fenomeno della violenza sulle donne mettendo in evidenza la difficoltà, il dolore ma al contempo il grande coraggio che hanno avuto queste donne nel denunciare le violenza di cui sono state vittime. Il fenomeno della violenza sulle donne è, purtroppo, una piaga sociale sempre più diffusa nel nostro Paese. Le cifre sono spaventose: 6 milioni 788 mila donne hanno subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Quando si parla di violenza sulle donne, si è soliti distinguere tre diversi tipi di violenza. La violenza psicologica ovvero quell’insieme di insulti, minacce verbali, intimidazioni, denigrazioni, svalutazioni, che il soggetto esprime nei confronti del proprio partner, nell’ambito di una relazione di coppia conflittuale; la violenza fisica che implica il passaggio all’atto di un impulso aggressivo eterodiretto; infine la violenza sessuale ovvero il passaggio all’atto di un desiderio sessuale attraverso la costrizione, le minacce e i ricatti.

Tra le tre, la violenza psicologica è la forma più sottile e perversa di abuso di una persona sull’altra, perché non ha effetti visibili ma rappresenta comunque un modo per sottolineare l’inferiorità della donna fino a fargli perdere la coscienza del proprio valore. Le conseguenze psicologiche per la donna sono devastanti. In tali situazioni s’innescano dinamiche perverse per cui è molto frequente ‘prendersela con se stesse’, pensare di non capire chiaramente come stanno le cose, di non amare abbastanza, di non sopportare abbastanza: chi è vittima sviluppa meccanismi di difesa per non vedere una realtà che sente troppo dolorosa. Altri fattori da considerare riguardano il fatto che molto spesso queste donne si trovano nella condizione di dover scegliere se lasciare l’uomo violento e allontanarlo anche dai figli facendoli crescere senza una figura paterna di riferimento oppure rimanere nella condizione di sottomissione al compagno pur di far si che i figli vivano con entrambi i genitori, credendo in questo modo di agire “per il loro bene”; molte optano per la seconda possibilità. Tuttavia questa negazione produce conseguenze, a breve e a lungo termine, negative. Non denunciare in tempo le violenze spesso porta a subirne sempre di più, fino alla violenza fisica e ad esiti fatali, come le cronache ci insegnano.

Questo è quello che hanno fatto le 35 donne vittime di violenza, da parte di Bill Cosby, che coraggiosamente hanno deciso di mostrare i loro volti e posare per la popolare rivista statunitense. In fondo a destra, com’è evidente, c’è una sedia ancora vuota, per chi avrà il coraggio e la forza di ‘farsi avanti’. Farsi avanti, denunciare, ribellarsi ai soprusi fisici e psicologici è possibile anche grazie al fatto che nel nostro Paese il Dipartimento per le Pari Opportunità ha sviluppato, mediante l’attivazione del numero di pubblica utilità 1522, un’ampia azione di sistema per l’emersione e il contrasto del fenomeno della violenza intra ed extra familiare a danno delle donne. Il numero verde è attivo 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno ed è accessibile dall’intero territorio nazionale gratuitamente, sia da rete fissa che mobile, con un’accoglienza pronta e disponibile, volta a fornire  informazioni utili e un’indicazione circa i servizi socio-sanitari pubblici e privati attivi a livello locale e più vicini a te. E’ un servizio che ha come scopo quello di estendere e rafforzare questa capacità di accoglienza e sostegno nei confronti delle vittime di violenza di genere.