Il Napoli omaggia Diego, Allegri cita Rovazzi, Paulo Sousa…pure

Il Napoli omaggia Diego, Allegri cita Rovazzi, Paulo Sousa…pure

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Uno scorcio del San Paolo fotografato da Pierluigi Lubrano
Uno scorcio del San Paolo fotografato da Pierluigi Lubrano

Dai calciatori agli avversari, la vittoria degli azzurri è un perfetto corollario all’arrivo di Maradona al San Carlo. Intanto cade la Juve

Nei giorni in cui Diego Maradona torna a Napoli e si esibisce al teatro San Carlo, gli azzurri vincono la loro partita di campionato per 3 a 1 inanellando una serie di circostanze probabilmente fortuite ma assolutamente significative. Intanto, la squadra avversaria: quel Pescara che, quando c’era Diego, prese una volta 6 gol e una volta 8. L’allenatore degli abruzzesi era il napoletano Galeone e i giornali titolavano “il Napoli affonda il galeone”, la gente si divertiva, la superiorità dei partenopei era netta. Poi, i gol: quello di Tonelli, che con reti gol in due partite si butta definitivamente alle spalle il buio periodo dell’infortunio; quello di Hamsik, sempre più capitano; quello del folleggiante Mertens. Tre calciatori che probabilmente piacciono a Maradona: Tonelli per la grinta e la vocazione al sacrificio, Hamsik per l’eredità raccolta con la fascia di capitano al braccio, Mertens per la fantasia (è lui il calciatore che più somiglia a Diego, attualmente).

Nulla accade per caso, dunque. Ed è un bene anche che Maradona abbia assistito alla sconfitta della Juventus, ad opera della Fiorentina. Alla vigilia del match, mister Massimiliano Allegri aveva citato Rovazzi: “Andiamo a comandare”. Non ce n’era bisogno: la Juve comanda da anni, quasi certamente continuerà a farlo. Ha voluto fare il giovane, Allegri. E mister Paulo Sousa della Fiorentina ha prontamente risposto: “Il ca* che me ne frega”.

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