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Il vescovo di Acerra: «San Gennaro ci protegga dai politici cinici e sordi». Bonavitacola: «E’ fuori dalla realtà»

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«Che San Gennaro protegga Acerra da ciniche e sorde istituzioni che vogliono trasformare il territorio in un polo dei rifiuti ». Con queste parole “di fuoco” il vescovo di Acerra, monsignor Antonio Di Donna, si è rivolto al santo dei santi napoletani, lunedi sera, dall’altare della basica di San Giorgio Maggiore, a Napoli, davanti a un migliaio di fedeli giunti in pellegrinaggio dai sei comuni della sua diocesi. L’occasione colta al balzo dal prelato per puntare l’indice contro la Regione Campania – “rea” di aver dato un primo via libera all’arrivo, nell’agro acerrano, di due impianti per lo stoccaggio e il trattamento dei rifiuti pericolosi – è stata la consegna al cardinale Crescenzio Sepe dell’olio votivo che ogni anno, a turno, una diocesi della Campania dona al patrono di Napoli. E quest’anno la donazione dell’olio è toccata alla diocesi retta proprio da monsignor di Donna, vescovo che un giorno si e l’altro pure tuona contro le scelte politiche sullo smaltimento dei rifiuti, dal termovalorizzatore alle discariche abusive, dalle ecoballe all’insediamento delle aziende specializzate nel trattamento degli scarti. Intanto, durante l’ “omelia di San Gennaro”, pronunciata la sera del 18 settembre scorso sotto gli occhi compiaciuti del cardinale Crescenzio Sepe e di una folla che ha riempito la grande basilica partenopea, Di Donna è stato duro nei riguardi di quelle che ha definito « istituzioni ciniche e sorde ». « Se prima si invocava la protezione di san Gennaro per calamità naturali, peste ed eruzioni, oggi – ha detto il vescovo di Acerra – dobbiamo chiedere aiuto a lui contro i mali prodotti dalla mano malvagia e corrotta dell’uomo: la corruzione, la disoccupazione e, nel caso dell’agro acerrano, l’inquinamento ». Il tono dell’omelia si è fatto più fosco quando il vescovo ha elencato i nomi dei bambini della diocesi morti di cancro negli ultimi tempi. « L’aumento dei tumori dell’infanzia preoccupa l’intera comunità – l’allarme del prelato – nonostante l’informazione tenda a rassicurare o addirittura negare ». « Altro che «stili di vita» – ha ammonito ancora il presule – il caso della piccola Carmen, bimba acerrana morta a tre mesi, testimonia di una mutazione genetica. « C’è un «accanimento» contro Acerra – l’accusa del presule – che è destinata a diventare polo dell’immondizia e dei rifiuti pericolosi e sacrificata come «città scarto» in base ad un disegno preciso che si fa sempre più chiaro ». Il riferimento è a due nuovi impianti autorizzati dall’area tecnica della Regione: il Cisette e l’Eurometal. « Tutto ciò nonostante sia stata emanata una sentenza della magistratura di disastro ambientale ad Acerra – l’amarezza del vescovo Di Donna – senza che sia stata avviata nemmeno l’ombra di una bonifica seria e nonostante una moratoria dello stesso Comune: è la sfida impari tra Davide e Golia per cui la Chiesa è chiamata a farsi voce dei senza voce». Ieri però il vicepresidente della giunta regionale con delega all’ambiente, Fulvio Bonavitacola, ha replicato . «Occorre distinguere – la risposta di Bonavitacola – i rifiuti speciali dai rifiuti solidi urbani. Mentre il ciclo dei rifiuti solidi urbani è regolato dalla pianificazione regionale, la gestione dei rifiuti speciali è totalmente devoluta al libero mercato e quindi le autorizzazioni per gli impianti che trattano rifiuti speciali sono estranee a programmi definiti dagli organi di governo regionale ma rientrano nelle esclusive competenze degli uffici che devono svolgere solo un’istruttoria tecnica volta a verificare il rispetto della normativa: se l’istanza accompagna un progetto industriale rispettoso della legge gli uffici non possono che prenderne atto, impartire eventuali prescrizioni e rilasciare le autorizzazioni ». Poi la stoccata al vescovo: « Addossare ad organi politici competenze in materia è totalmente fuori dalla realtà ». C’è di fondo lo scoglio dello smaltimento dei rifiuti speciali. «Che – spiega ancora Bonavitacola – sono un quantitativo enorme, ben superiore ai rifiuti solidi urbani. Se non esistono impianti di trattamento l’alternativa sono le discariche o i termovalorizzatori, nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore, come in Campania sappiamo bene, i rifiuti speciali vengono smaltiti in modo illegale con avvelenamenti del territorio e danni ambientali ben maggiori di quelli causati da impianti regolarmente autorizzati ». A ogni modo Bonavitacola annuncia che chiederà agli uffici « un’accurata informazione su Eurometal ( ampliamento d’impianto esistente ) e Cisette ( riconversione d’impianto esistente ) ma nel quadro di una chiara distinzione di funzioni ». « Nel caso di Acerra – conclude il vicepresidente regionale – non è mio compito entrare nel merito di competenze che sono attribuite all’esclusiva responsabilità degli organi dirigenziali e delle commissioni tecniche preposte alla valutazione d’impatto ambientale ma sarebbe preferibile che chiunque interviene su questa materia mantenga ben distinti i ruoli che spettano agli organi politici e agli organi tecnici ».

i fedeli assiepati durante l'omelia del vescovo di Acerra nella chiesa di San Giorgio Maggiore
i fedeli assiepati durante l’omelia del vescovo di Acerra nella chiesa di San Giorgio Maggiore