Imparare dai propri errori

Imparare dai propri errori

Sono un imprenditore caparbio. Ammettere i miei errori un po’ mi ferisce nell’orgoglio, ma tant’è.
Se oggi sono qui a parlarne è stato solo perchè ho fatto un passo indietro riuscendo a modificare la percezione che avevo dei miei prodotti e servizi.

Riassumo dunque gli errori in uno soltanto: Non avevo considerato le Quattro P.

Il marketing è l’elemento fondamentale che utilizzano le aziende per soddisfare i bisogni della propria clientela. Per fare ciò si devono utilizzare una serie di azioni che sono dette Marketing Mix.

Le quattro componenti del Marketing Mix, o le meglio conosciute “Quattro P” sono:

  • Prodotto (conoscere a fondo le caratteristiche dei propri beni)
  • Prezzo (in relazione al potere di acquisto ed alla percezione del valore)
  • Posto (l’accessibilità del target al prodotto)
  • Promozione (la disponibilità dei media e la distinguibilità sul mercato)

Oltre a ciò, non mi ero posto degli obiettivi raggiungibili e non avevo investito in pubblicità misurabile.

Sì, perchè la pubblicità misurabile mi avrebbe permesso di spendere esclusivamente in relazione a un potenziale guadagno, annullando di fatto il costo della pubblicità stessa.

Ma cosa vuol dire pubblicità misurabile?

Semplice. Quando parlo di pubblicità misurabile mi riferisco a quegli strumenti online e offline che consentono di attestare che la pubblicità è stata vista da un cliente. Un volantino che deve essere riconsegnato per ottenere uno sconto potrebbe essere un ottimo esempio per rendere l’idea.

Come si annullano i costi della pubblicità?

I costi delle pubblicità possono essere annullati utilizzando strumenti web come Banner sui portali ad alto traffico o messaggi PPC (pay per click) su motori di ricerca o social network.

Facciamo un esempio concreto.
Immaginiamo di avere un prodotto o un servizio del valore di euro 100,00. Immaginiamo, adesso, di fare una campagna promozionale utilizzando un banner su ilMediano.it con una formula PPC. Se il banner viene visto 50 volte, ma viene cliccato una sola volta, paghiamo esclusivamente il costo di quel click che potrebbe essere ipoteticamente di 1,00 euro.
A questo punto l’utente che ha cliccato sul banner viene dirottato su una pagina (chiamata landing page o pagina di atterraggio) in cui abbiamo strutturato un messaggio accattivante nel quale permettiamo all’utente (fortemente interessato al nostro prodotto) di chiedere informazioni, o diacquistare direttamente. In questo modo, le probabilità di vendere il prodotto sono altissime in quanto è l’utente che decide di cliccare ed approfondire, è l’utente che decide di lasciarci i propri dati per ricevere maggiori informazioni, ed è sempre l’utente che acquista il prodotto. Facendo un calcolo veloce, 50 utenti hanno visto il nostro banner, uno solo ha cliccato ed acquistato. Noi abbiamo venduto un prodotto di 100,00 euro, e abbiamo speso solo 1,00 euro di pubblicità.

E se il prodotto non è vendibile online?

Se sponsorizziamo delle automobili, attrezzature biomediche o una linea di abbigliamento o di profumo, la pubblicità PPC potrebbe essere la scelta meno adatta. In quel caso, il nostro obiettivo non è vendere, ma fare branding: far conoscere, cioè, il nostro marchio, la nostra azienda e la nostra linea di prodotti ai potenziali clienti. Anzichè richiedere un banner a click, in questo caso è preferibile sottoscrivere una pubblicità a tempo.

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