Home Lo Scarno Invalsi, basta la parola

Invalsi, basta la parola

41
0
CONDIVIDI

L’Organizzazione Internazionale per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), ha sondato le competenze degli studenti della Campania facendo un confronto con quelli di Bolzano. Il test ha sentenziato che gli studenti ai confini dell’Austria sono più bravi di quelli vicino all’Africa; è come se fossero un anno avanti.

Saranno tutti anticipatari, questi altoatesini? Il dubbio è forte. Conta a qualcosa che solo 20 (DICO VENTI!) scuole di Bolzano sono state confrontate con centinaia di scuole della Campania? Il dubbio cresce.

A Bolzano sostengono che i loro professori preparano alle prove Invalsi con grande scrupolo mentre gli studenti si impegnano molto. Ecco, i dubbi si sono liquefatti, ora c’è la prova regina: dal momento che ad ogni indagine sugli apprendimenti e dunque sulle modalità di insegnamento, la Campania va sotto, una causa c’è e non è casuale.

Trattasi di una spudorata complicità con spiccata attitudine a delinquere degli insegnanti della Campania e dei loro alunni, che alla Banda della Magliana gli fanno un baffo. Ovviamente delinquono per coprire l’incapacità di preparare alle prove Invalsi e di impegnarsi per affrontarle. Ma l’OCSE vuole a tutti i costi accorciare le distanze di quest’Italia ignorante con quella sapiente. In che modo? Con la Buona Scuola! La quale «ha conferito maggiore autonomia alle scuole, introdotto un bonus per valorizzare il merito degli insegnanti, rafforzato la responsabilità dei dirigenti scolastici, reso lo sviluppo professionale dei docenti obbligatorio, strutturale e permanente».

Sono parole di un intellettuale che vuole fare opinione “…ma se lo guardi bene è il solito coglione”. Cit. Giorgio Gaber.