Home Politica Conti in Tasca La bomba VW sulla città fabbrica.

La bomba VW sulla città fabbrica.

CONDIVIDI

Dopo la Grecia e la bolla cinese, una nuova causa di turbolenze in Borsa.

Quando scoppia uno scandalo, il danno non è mai limitato. Si espande a macchia d’olio, scoprendo gli altarini dei vicini e svelando meccanismi e dinamiche nascosti.

La notizia del mese (i tedeschi la definirebbero forse dell’anno) è la manipolazione, da parte della casa automobilistica Volkswagen, delle emissioni di scarico.

In realtà, questa è solo la punta dell’iceberg.

Da più di un anno la casa di Wolfsburg era sotto osservazione. L’International Council on clean transportation stava conducendo, assieme alla West Virginia University, uno studio per testare la performance dei motori su strada. In effetti, è emerso che i risultati di laboratorio sono sistematicamente migliori rispetto a quelli in strada. Ulteriore risultato della ricerca è che, in Europa, 11 macchine di sei diverse case automobilistiche hanno emissioni in media pari a sette volte lo standard; ciò non è sintomo di una manipolazione, ma di normative europee poco esigenti e tetti di emissione dei gas di scarico relativamente bassi.

Il primo effetto collaterale dello scandalo è la diffusione del rumor sulla commissione europea. Pare che Bruxelles avrebbe ricevuto pressioni da vari Paesi dell’UE affinché i test sulle emissioni di anidride carbonica non fossero perfezionati. Non è un caso, forse, che l’entrata in vigore delle nuove limitazioni europee sia stata rimandata al 2021.

Ad un certo punto dello studio, l’attenzione si è concentrata su automobili Volkswagen negli States. La notizia – di fatto seguita all’ammissione da parte di VW –  è che 11 milioni di veicoli commercializzati in tutti il mondo, di cui solo 480mila venduti negli Stati Uniti, sono dotati di un dispositivo capace di falsare il test, in maniera tale che l’inquinamento prodotto è maggiore di quello dichiarato.

????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????

La reputazione del colosso tedesco è altamente danneggiata, lo prova una social storm media senza precedenti, a detta dell’italiana Reputation Manager; il valore del brand ha perso oltre 10miliardi di dollari

Il Ceo si è dimesso, il cda sta cambiando completamente forma.

Il titolo Volkswagen ha perso il 35% in una settimana.

Le società di rating hanno posto il gruppo sotto osservazione, il rischio di un crollo del merito di credito non è trascurabile.

In effetti, VW potrebbe dover pagare 18miliardi di multa alle autorità americane. A fronte di un impegno incerto, ma quanto mai corposo, il gruppo tedesco dovrà riservare una parte dell’utile per l’eventuale manifestazione della spesa: dovrà accantonare 6,5miliardi di euro.

La macchia d’olio si è espansa per tutta l’Europa, Italia compresa. Sono già stati annunciati controlli random a tappeto, il che ha penalizzato tutti i titoli del settore auto, in particolare Bmw e Fca: non è prematuro parlare di una crisi del settore automobilistico.

È sui mercati finanziari, si sa, che tutta questa confusione si riversa. Il dato economico importante è che si vedono borse chiudere in rosso, quando la banca centrale sta implementando una politica espansiva: è un fatto storicamente raro. L’unico listino europeo in verde è l’indice italiano FTSE MIB, insieme a Parigi.

CONTI IN TASCA

http://ilmediano.com/category/politica/conti-in-tasca/

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here