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La domenica bestiale di Salvini, milanista e lepenista. E ora ai napoletani tocca tifare Juve (ma anche no)

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Dopo la vittoria sul Cagliari, i tifosi azzurri speravano nei rossoneri ma “a Milano non può fare caldo”

Se la vostra domenica è stata per qualche ragione complicata o, peggio ancora, difficile, se per esempio avete avuto una cattiva digestione o vostro figlio ha fatto i capricci o siete usciti per la gita fuori porta e avete forato una ruota, sappiate che c’è chi è stato peggio di voi: Matteo Salvini. Il leader leghista è riuscito ad acchiappare due scoppole nella stessa giornata e per giunta nel giro di poche ore, in virtù di un doppio status, quello di lepenista e quello di milanista.

Sia chiaro, l’impresa era ardua: Marine Le Pen e il Milan partivano in netto svantaggio rispetto a Macron e alla Roma, ma la batosta resta. E ci sta tutta. Il punto è che l’abbacchiamento calcistico di Salvini (quello politico qui non ci interessa) genera un certo imbarazzo nei napoletani (intesi come tifosi del Napoli): dopo aver assistito alla bella vittoria sul Cagliari sabato sera, hanno sperato che i rossoneri tenessero testa ai giallorossi ma hanno dovuto prendere atto che i Montella’s sono troppo scarsi. E ora sono costretti a tifare per la Juventus. Proprio loro, gli odiati bianconeri: se Higuain e compagni faranno risultato contro la Roma la settimana prossima e, ovviamente, se il Napoli riuscirà a battere il pur temibilissimo Torino, le possibilità di un secondo posto resterebbero ancora intatte. Ma il solo pensiero di tenere per la Juve mette i brividi: per questo i napoletani non lo ammetteranno mai, anche se sotto sotto qualcuno lo farà.

Il fatto è che, come diceva Totò, “a Milano non può fare caldo”: Milan e Inter da qualche anno sono condannati al freddo sportivo, alle glaciazioni da medio-bassa classifica. Sono arrivati i cinesi ma non hanno portato l’afa tipica dell’Oriente, almeno per ora. Risultato: loro soffrono e, per colpa loro, soffriamo anche noi.  Ecco cosa succede a fidarsi di Salvini e affini.