La Giornata del Ringraziamento

La Giornata del Ringraziamento

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«Tu fai crescere l’erba per il bestiame e le piante che l’uomo coltiva per trarre cibo dalla terra» (Sal 104,14): questo il tema della 66ª Giornata nazionale del Ringraziamento, che sarà celebrata il 13 novembre 2016.

Nell’anno che l’Assemblea dell’ONU ha voluto dedicare ai legumi, i Vescovi incaricati della pastorale sociale e del lavoro, nel Messaggio per la Giornata Nazionale del Ringraziamento, allargano lo sguardo ad un orizzonte più ampio. L’obiettivo indicato dai vescovi, attraverso “un impegno formativo ed educativo”, è quello di “una sana nutrizione che recupera la sobrietà delle tradizioni alimentari, apre spazi di diversificazione a favore delle produzioni tipiche e locali, risponde alle domande della società civile sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica, del ciclo dei prodotti, con particolare riguardo al cambiamento climatico.” Questo, proposto, può sembrare un tema scarsamente attraente, ma aiuta a comprenderne tutta la concretezza lo slogan proposto: “Semi nutrienti per un futuro sostenibile”. “Questa attenzione al tema indicato dalle Nazioni Unite sottolinea in modo chiaro un elemento che – dicono i vescovi –  non possiamo più ignorare. La globalizzazione configura in modo unitario l’orientamento della politica e della cultura internazionale, definendo in modo nuovo lo stesso concetto di bene comune, sempre più di pertinenza planetaria. Importante è il ruolo dei legumi, ricchi di proteine vegetali e di fibre, non solo per la nutrizione delle persone, ma anche per quella degli animali cui possono essere destinati come foraggi e mangimi. Inoltre, molti sono i benefici al suolo per i nutrienti che vengono rilasciati dalla loro coltivazione, in particolare per l’azoto che diminuisce la dipendenza dai fertilizzanti sintetici e l’impatto ambientale”. “Comprendiamo così che – continuano i vescovi nel loro messaggio –  in continuità con il 2015, anno internazionale dei suoli, siamo richiamati una volta di più all’importanza dell’agricoltura per il futuro di una famiglia umana sempre più bisognosa di cibo sano e sufficiente, alla rilevanza del lavoro della terra e dei suoi prodotti nella lotta contro la fame e per la salute. È, dunque, in primo luogo, un riconoscimento dell’importanza del mondo agricolo e del suo insostituibile contributo alla vita dell’umanità sulla terra, in un tempo che sembra aver scordato tale realtà. Tale sottolineatura viene, d’altra parte, modulata in una direzione del tutto sintonica con le indicazioni dell’Enciclica Laudato si’, che esorta a «programmare un’agricoltura sostenibile e diversificata» . Il contributo dei legumi, infatti, è particolarmente importante su ambedue i versanti, è parte integrante del nostro modello di agricoltura e di allevamento che ha nella sostenibilità, nella rotazione delle colture e nel rispetto dell’ambiente i valori indispensabili alla base della nutrizione umana, di quella animale e della difesa del suolo. I legumi costituiscono un’importante fonte nutritiva, ricca di proteine, e sono parte significativa della cultura e della tradizione agroalimentare italiana con la dieta mediterranea, oggi patrimonio immateriale dell’umanità riconosciuto dall’UNESCO”. Certo, la sola attenzione ai legumi non basta: focalizzare lo sguardo su di essi è piuttosto un’occasione importante per tornare a meditare su una realtà complessa che coinvolge stili di vita, forme della produzione, legami con la terra, relazioni tra persone e famiglie. Abbiamo bisogno di ritornare a coltivare la terra. Riscoprirla come madre ed a lavorarla in modo sostenibile. E’ necessario, oggi, ri-valorizzazione i mercati locali, includere i soggetti socialmente deboli o svantaggiati nell’agricoltura sociale, ritrovare il senso della legalità e recuperare l’attività agricola dei terreni confiscati alle varie mafie. Non inquinarla con i rifiuti e fare opera di riscatto e di bonifica soprattutto nel nostro territorio.

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