La maturità: “Notte prima degli esami”

La maturità: “Notte prima degli esami”

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Scena tratta dal film "Notte prima degli esami"

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La tensione associata all’esame di maturità è un sentimento naturale che non deve essere patologizzato e incidere negativamente sulla perfomance dei ragazzi.

“Notte prima degli esami…notte di lacrime e preghiere” così cantava Venditti in uno dei suoi successi più famosi che tante, tantissime volte ha davvero fatto da sottofondo ai maturandi nella loro unica e indimenticabile ‘notte prima degli esami’.

“L’esame di maturità rappresenta infatti un rito di passaggio che tutte le persone si trovano normalmente ad affrontare e quindi va vissuto come tale e non trasformato in una patologia come spesso accade”. È l’invito che la presidente dell’Ordine degli Psicologi della Campania,Antonella Bozzaotra, ha rivolto in questi giorni agli studenti che si apprestano ad affrontare questa tappa della loro vita. Il messaggio contenuto nelle parole della Bozzaotra è che i sentimenti di tensione e preoccupazione associati a tale evento sono del tutto normali e naturali e non devono essere ingigantiti rischiando di generare nel giovane che si appresta ad affrontare questo tappa della sua vita emozioni spiacevoli e negative quali ansia e angoscia eccessiva.

È chiaro che tutti abbiamo sperimentato un po’ di tensione nell’affrontare l’esame di maturità, tuttavia quella comune e fisiologica ansia pre-esame non è da considerarsi del tutto negativa. Al contrario si configura come propositiva in quanto induce l’alunno a studiare e a prepararsi al meglio in visto dell’evento. In tal caso l’ansia si configura come qualcosa di positivo che attiva la mente e la prepara a rispondere in modo adeguato e pronto agli stimoli esterni. La situazione muta di segno quando l’ansia raggiunge livelli così elevati che invece di indurre il soggetto all’azione e a mettere in gioco positivamente tutte le sue risorse, lo immobilizza e incide negativamente sulla prestazione finale. In tal caso l’ansia si configura come qualcosa di negativo perché il soggetto non riesce a mettere in atto dei meccanismi di difesa e delle strategie funzionali a dominare questo stato interno spiacevole.

Quanto affermato emerge anche dalle parole della Bozzaotra la quale sostiene che“La tensione associata al momento in cui si affronta il passaggio l’emozione che lo caratterizza. Non è possibile affrontare un momento così complesso come quello dell’esame di maturità pensando di non provare emozioni spiacevoli come la paura. L’esempio più evidente è rappresentato dal fatto che, nei momenti di tensione, uno dei sogni più ricorrenti ha a che fare proprio con l’esame di maturità”. Dunque la strada da seguire – spiega la presidente degli psicologi campani – è quella  “di riconoscere il momento di tensione e considerarlo come tale, senza patologizzarlo”. Un buon modo per farlo e per alleviare tale stato di preoccupazione è attraverso la condivisione: i genitori e in particolare il gruppo di coetanei con i quali si condivide esattamente lo stesso evento possono rappresentare un ‘contenitore’ buono e rassicurante dove ci si può confrontare, condividere e raccontarsi.

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