La paura dell’inquinamento supera il terrorismo.

La paura dell’inquinamento supera il terrorismo.

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La maggioranza degli italiani teme per la propria salute. L’appello di Obama a Milano e un sistema Enea di rilevazione dello smog. 

Il terrorismo ci fa paura. Temiamo attentati e attacchi , nonostante le nostre città si siano rivelate più sicure di quelle di altri Paesi. Al colmo delle nostre preoccupazioni c’è, però, qualcosa altro. Un senso di angoscia che deriva dall’ ambiente in cui viviamo, avvertito come ostile al diritto ad un’esistenza serena.  Senza troppi giri di parole siamo spaventati dall’ inquinamento dell’aria, dalle insidie del clima. Barak Obama a Milano ha spiegato bene i rischi che corre il pianeta, mentre a Roma Virginia Raggi è in affanno per i rifiuti e la nube tossica di Pomezia. Due circostanze che hanno rafforzato la paura di non riuscire a sopravvivere  a smog, inquinamento, imbarbarimenti dell’habitat. Un senso di smarrimento collettivo, prodotto da un sistema economico dove c’è chi su questa paura si arricchisce. Obama ha fatto appello ad un presa di coscienza universale per contrastare il declino. Da Presidente Usa si è battuto per questo e gli viene riconosciuto. In casa nostra una ricerca dell’Istituto Eumetra ha rilevato che il 73 % degli italiani teme l’inquinamento più del terrorismo (63%) e dell’emergenza immigrati (51%). Consapevolezza , autodifesa ? L’una e l’altra con lo Stato  in mezzo. Gli apparti di polizia e di indagine devono garantire la sicurezza e la  lotta al terrorismo. Fino ad oggi ci sono riusciti e va bene . Ma lo Stato deve anche tutelare la salute dei suoi cittadini. Controllare e intervenire  attraverso le sue strutture per fermare le minacce all’ambiente da qualunque  parte provengano. Pesano , certo, comportamenti individuali scorretti, scarso rispetto per la collettività, approssimazione, ma l’organizzazione pubblica, le sanzioni, le capacità degli amministratori,  la sensibilità , alla fine devono prevalere. E’ l’essenza della società civile. In Europa siamo i più impauriti. Rifiuti ben gestiti, mobilità responsabile, lotta agli sprechi, autocoscienza,  possono salvarci. Nel privato scegliamo elettrodomestici a risparmio energetico , compriamo  lampade a led, creiamo orti sui balconi, ma poi abbandoniamo i rifiuti dove fa comodo, manteniamo aperte centinaia di discariche fuori legge , paghiamo multe all’Unione europea, costruiamo case dove non dovremmo e via discorrendo.  L’Enea – l’Agenzia italiana per l’energia e lo sviluppo sostenibile. lancia in questi giorni Forecast-Aria-Italia, uno  strumento di accesso alle previsioni di inquinamento. Una risposta inconsapevolmente cinica alla più grande paura nazionale.  Un applicativo  ci dirà come cambierà  il clima nelle prossime ore , addirittura per i prossimi 3-4 giorni  nello spazio di 4 chilometri. Conosceremo in anticipo  la qualità dell’aria e potremo attrezzarci  per affrontare  probabili emergenze. Su un campione di  64 Comuni è stato  calcolato che contenendo le emissioni  nocive,  in un anno si hanno 300 morti in meno per tumore polmonare. Quando  è stata pubblicata la ricerca di Eumetra, il progetto Enea non era noto. Oggi sì e in qualche modo può aiutare a far uscire  la paura dell’inquinamento dalle nostre teste. Se funzionerà, sarà una piccola cosa, un antidoto all’ansia, una precauzione individuale. Ma è lo Stato con tutte le sue strutture che deve dare prova di un’efficienza comparabile a quella della lotta al terrorismo. Può avere futuro se non assicura,industrie sane,luoghi salubri e senza pericoli ? E’ un dovere da esercitare con decisione e convinzione. Un popolo impaurito, deluso dai suoi rappresentanti non potrà fare cose buone. E poi c’è sempre Mr. Obama a dispensare consigli.

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