Home Lettera firmata La politica: finestra di speranza

La politica: finestra di speranza

2855
0
CONDIVIDI

Si fa fatica a seguire la mediocrità del dibattito politico  in corso a S. Anastasia e si rimane sgomenti per l’inconsistenza e l’approssimazione  dell’azione amministrativa.  Colpisce anche la diatriba familiare tra l’ex-sindaco Esposito  e l’attuale sindaco Abete all’insegna della sfida perenne di “chi è con me o contro di me”. Non è una novità per l’ex-sindaco repentini cambiamenti di fronte. Solo per citare un esempio, basta ricordare il passaggio da fedelissimo dell’ex-Presidente della Provincia Luigi Cesareo a suo principale denigratore, con tanto di reciproche e gravi accuse. Un rapporto analogo sembra viverlo oggi con suo nipote Abete. Dopo averlo introdotto nella politica facendolo eleggere nelle liste dei DS (oggi PD) nell’elezioni amministrative 2007, dopo averlo messo a presiedere il Consiglio Comunale (con un cambiamento radicale del fronte politico), e dopo averlo candidato a sindaco, oggi l’ex-sindaco lo rinnega accusandolo per la sua inconsistenza amministrativa.

La triste verità è che l’ex-Sindaco Esposito non ha solo diviso la comunità anastasiana ma è riuscito a frantumare l’intero sistema politico con il suo ego-centrismo, il suo populismo  e la sua unica capacità di parlare al ventre molle del popolo come quando si erge a paladino dei condoni e si scaglia contro la zona rossa.

Con questo non vogliamo qui proporci difensori dell’attuale sindaco Abete. Anzi, ne vediamo e denunciamo tutta la sua mediocre capacità di incidere sui complessi problemi del paese.

Ci sta a cuore, piuttosto, cercare di portare fuori dalla palude delle lotte intestine all’attuale amministrazione i problemi della città, anzi i problemi dell’intero territorio vesuviano, considerato che molte questioni necessitano oramai di una visione e di azioni trans-comunali.

Di seguito ci soffermiamo su alcune importanti questioni.

Il Piano Urbanistico Comunale (PUC),  avviato nel 2010  dall’ex-sindaco Carmine Pone, nonostante gli innumerevoli annunci, è ancora al palo e molti sono ancora i passaggi per una sua definitiva approvazione. Il rischio è che quando il PUC verrà approvato sarà probabilmente già superato. Con il mancato PUC tante aspettative del paese sono mortificate.

Qui ricordiamo soltanto pochi punti, riservandoci di intervenire a breve con un’analisi più approfondita.

La viabilità è allo stremo, con un traffico cronico sulle poche arterie della città con conseguente inquinamento a livelli nemmeno monitorati (vedi livelli allarmanti delle polveri sottili  registrate nel comune di S. Vitaliano, l’unico comune della nostra area ad ospitare una centralina per la misurazione degli inquinanti atmosferici). Il raddoppio della 268-bis è ancora in alto mare.

Il servizio di trasporti comunali ed intercomunali è assai modesto; quello della circumvesuviana inaffidabile, tra i peggiori d’Italia. La viabilità ed i trasporti sono un tipico esempio di azioni che andrebbero coordinate tra più comuni.

I famosi Piani di Insediamento Produttivi (PIP), che decine di artigiani aspettano da anni per svolgere in modo decoroso le loro attività, sono da decenni mere promesse elettorali.

Manca un realistico ed organico piano di sviluppo della città. Il nuovo PUC sembra proporre soluzioni fantasiose e pericolose basate sul trasferimento di abitazioni situate a monte del paese verso la già degradata zona della Starza che, come le altre periferie lasciate crescere dalle amministrazioni degli anni ’70 e ’80 in modo disordinato, avrebbero bisogno di importanti  piani di recupero. Anche la città alta e vecchia avrebbe bisogno di un Piano di Recupero-Ristrutturazione e Ricolorazione.

Un’altra questione importante riguarda la gestione dei rifiuti. Nonostante la stratosferica tassa sui rifiuti  i risultati della raccolta differenziata sono ancora scarsi, circa il 43% (dati Regione Campania 2013), ovvero assai lontani dal minimo del 65% oggi richiesto dalla legge. In questi anni molto poco è stato fatto per migliorare questi dati, nonostante il dispendio di risorse per guardie ambientali e ambasciatori della differenziata. Eppure altri comuni della provincia di Napoli ottengono risultati assai più confortanti: Bacoli (82%), Pozzuoli (79%), Acerra (71%), Somma Vesuviana (66%), Pomigliano D’Arco   (62%). Quindi basta essere consapevoli che “volere è potere”; occorre però sensibilizzare i cittadini, utilizzare strumenti di  Informazione e comunicazione continua e, per ultimo,  non escludere il ricorso alle sanzioni per i cittadini meno scrupolosi.

 

Tutti sappiamo che una cattiva raccolta differenziata comporta danni per l’ambiente e maggiori oneri per il portafoglio dei cittadini.

L’isola ecologica, poi, funziona al di sotto delle sue potenzialità. Finalmente ce l’abbiamo e vorremmo che funzionasse al meglio. Purtroppo al momento della sua progettazione, per mero opportunismo politico, molte tipologie di rifiuti furono  escluse, e oggi i cittadini non sanno come smaltirli. Vorremmo trovare la soluzione per raccogliere  e smaltire residui di pitture, detriti murari,.. ed altro . Ciò potrebbe stimolarci a realizzare qualcosa in maniera consortile con  comuni viciniori.

Per le opere pubbliche, poi, merita citare la realizzazione della piscina. Era stata annunciata come una cosa sicura mentre si trattava solo di una gara di progetto di finanza, per giunta sembra essere andata deserta. Forse, invece di roboanti annunci, occorrerebbe badare un po’ di più alla sostanza delle cose.

L’elenco potrebbe continuare.

I nostri territori presentano tantissimi e complessi problemi ma, probabilmente, il principale è la mancanza di una classe politica adeguata e un senso civico diffuso. Siamo inondati invece da manifesti litigiosi, densi di reciproche accuse tra chi solo ieri si era proposto ai cittadini come classe dirigente coesa per un cambiamento radicale. E’ un dato di fatto che, con l’andata in vigore della legge per l’elezione diretta dei sindaci, tutte le recenti amministrazioni di centrodestra hanno avuto una vita breve.

E’ paradossale che, a fronte della gravità dei nostri problemi, le poche energie disponibili si sprechino per lacerazioni continue. Tutto ciò alimenta l’ancora più devastante qualunquismo ed indifferenza dei tanti. Sarebbe auspicabile, invece, un clima sereno per permettere a tutte le forze politiche, le associazioni e i cittadini, nel rispetto dei loro ruoli, di concorrere a migliorare l’attuale situazione.

A tale proposito ricordiamo una frase cara a don Lorenzo Milani:

“Ho insegnato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è la Politica. Sortirne da soli è l’avarizia.”

Con questa frase ci sentiamo di augurare a tutti gli anastasiani la forza di non rassegnarsi, di non ragionare più con la cieca e miope logica dell’appartenenza, ma di cercare nel raggiungimento del bene comune l’unico vincolo in grado di fornire speranza per il futuro.

Associazione civica neAnastasis