L’Annuario 2015

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L’ISTAT tira le somme dell’anno appena chiusosi e fornisce statistiche, dati e grafici.

Come ogni anno, dal 1878, l’ISTAT chiude l’anno diffondendo l’Annuario statistico italiano.

La versione integrale dell’anno 2015 conta 810 pagine, una sintesi di 26 e una serie di grafici interattivi (disponibili sul sito web) su tematiche di attualità e che, maggiormente, segnalano cambiamenti in atto nella società italiana.Screen Shot 2016-01-02 at 15.37.03

L’intento è fornire il pubblico di un ritratto della società. Con l’avanzare della tecnologia e con la transizione dalla versione cartacea a quella pdf, affiancata dalla possibilità di consultare direttamente il sito, l’istituto statistico arricchisce sempre più il suo prodotto, rendendolo più fruibile a tutti gli utenti. Cittadini, studenti, studiosi e policy maker hanno accesso diretto a informazioni e dati autorevoli su vari argomenti, organizzati in 24 capitoli.

Da territorio e ambiente alla finanza pubblica, dalla sanità alla giustizia e all’istruzione, passando per elezioni, contabilità, agricoltura, imprese, trasporti e qualsiasi aspetto della popolazione e delle famiglie italiane.

Proviamo a sintetizzare ulteriormente l’annuario statistico e a ritrarre lo stivale in poche righe.

La vita media della popolazione italiana continua a crescere, circa 80 anni per gli uomini e 85 per le donne. Lo stato di salute percepito è “buono” o “molto buono” per il 70% dei residenti in Italia, con un giudizio leggermente migliore degli uomini sulle donne, e dei settentrionali rispetto ai meridionali.

Più dell’8% del totale dei residenti in Italia è straniero e fetta corposa degli stranieri residenti (circa il 60%) si concentra al Nord e la maggior parte di essi proviene dall’Unione Europea.

Per quanto riguarda istruzione e formazione, il 34,5% della popolazione possiede una qualifica professionale o un diploma di istruzione secondaria; meno del 14% dei residenti con più di 25 anni possiede un titolo di studio terziario e tra chi lo possiede è prevalente la componente femminile. Le lauree che contano il maggior numero di occupati sono scientifiche, in particolare scienze matematiche, informatiche e ingegneria.

Il tasso di disoccupazione della Campania è 21.74%, tra i più alti dello stivale.

La struttura del sistema produttivo italiano resta incentrata sulle microimprese. Ciò che rappresenta una novità è, indubbiamente, il rapporto delle suddette con internet e, in particolare, con l’e-commerce. Quasi il 70% delle imprese italiane ha più di 10 addetti presenti sul web, e circa il 43% ha effettuato commercio elettronico.

Tutto questo e tanto altro può essere trovato nell’Annuario statistico italiano.

http://www.istat.it/it/archivio/171864

CONTI IN TASCA

http://ilmediano.com/category/conti-in-tasca-2/