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Lavoratori Cub in sciopero della fame: “distruggeremo l’albero di Natale davanti al duomo”

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Esasperazione da salario che non c’è più. I manifestanti accampati in un tendone, sotto mura della casa comunale di Acerra.       

Da ieri sono in sciopero della fame quattro addetti del Consorzio Unico di Bacino, senza salario da tre anni e mezzo. Sono tutti cinquantenni e padri di famiglia. Fanno sul serio. La protesta si sta consumando in una tenda montata davanti al municipio di Acerra. Intanto l’esasperazione sta lasciando il posto al ragionamento. Gli scioperanti infatti minacciano di distruggere l’albero di Natale, alto venti metri, che è stato appena fatto installare dal comune davanti al duomo. ” Hanno speso 120mila euro per le luminarie di Natale – afferma Giovanni D’Errico, 47 anni, una figlia di 15, addetto del consorzio dal 2002 – tutto danaro sprecato. Qui ad Acerra ormai c’è una fame terribile: nel giorno dell’Immacolata distruggeremo l’albero che il sindaco ha fatto montare davanti al Duomo “. Una minaccia da brividi sullo sfondo di una situazione gravissima. Sono oltre 1300 gli addetti del Consorzio Unico di Bacino di Napoli e Caserta, l’ente regionale creato tredici anni fa per dare impulso alla raccolta differenziata attraverso il reclutamento di centinaia di disoccupati. Un progetto poi fallito, dopo anni di stenti, soprattutto a causa del mancato decollo in Campania di una rete di riciclaggio e riuso dei rifiuti. Nel frattempo da tre anni e mezzo gli addetti del Cub non percepiscono il salario, pur essendo rimasti nella pianta organica dell’ente. La prefettura di Napoli ha da poco preparato una graduatoria, che più che altro è un elenco. ” Quella lista non vuol dire niente – aggiunge D’Errico – è solo un modo per perdere tempo: non ha né capo né coda, non ha senso. Per esempio non tiene minimamente nel conto gli attestati europei che abbiamo ottenuto dopo i corsi di formazione finalizzati alla nostra assunzione nel Cub “. Gli altri compagni di sventura di Giovanni, che stanno facendo lo sciopero della fame, si chiamano Riccardo Uliano, 55 anni, celibe, Raffaele De Rosa, 3 figli, e Sabatino Calabria, 43 anni, 2 figli. ” Nella mia condizione – spiega Sabatino – mi sento in carcere anche se sono libero “. Oggi pomeriggio ci sarà un consiglio comunale ad Acerra, è puntato sui trasporti, sul progetto dell’alta capacità. ” Perchè di noi se ne fregano “, sbotta D’Errico. Nell’aiuola del municipio gli addetti Cub hanno realizzato un’idea provocatoria: un “orto della fame”. Vi hanno piantato alcuni ortaggi. Dietro, su un muro, campeggia una scritta rossa: ” La morte non fa paura, la fame uccide “. A ogni modo la posizione dell’amministrazione comunale su tutta questa vicenda è stata espressa con il documento d’intenti prima approvato dal consiglio comunale e poi portato dal sindaco Raffaele Lettieri all’attenzione della Città Metropolitana. Nel documento il consiglio comunale specifica sostanzialmente che non c’è la possibilità di assumere negli organici del comune gli addetti Cub ” in ragione della scarsa compatibilità dei profili professionali dei lavoratori del Consorzio con i ruoli della Pubblica Amministrazione, nonché dei limiti di ampliamento dell’organico degli enti locali “. L’assemblea cittadina chiede ” al Governo nazionale, alla Regione Campania ed alla Prefettura di Napoli di recuperare quanto spettante al Consorzio Unico di Bacino di Napoli e Caserta dagli enti locali morosi, anche attivando interventi sostitutivi e di riduzione dei trasferimenti loro spettanti “. E alla Città Metropolitana: ” Corrispondere e regolarizzare nell’immediato le 36 mensilità pregresse “.

Acerra, i lavoratori Cub davanti all'albero di Natale in piazza del duomo
Acerra, i lavoratori Cub davanti all’albero di Natale in piazza del duomo
Acerra, la tenda piazzata dai lavoratori Cub davanti al municipio
Acerra, la tenda piazzata dai lavoratori Cub davanti al municipio