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Le parole di Mario Draghi da Malta

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Tassi d’interesse confermati, in attesa di nuove misure di alleggerimento quantitativo.

Giovedì 22 ottobre, a Malta, si è tenuta la conferenza stampa di Mario Draghi, Presidente della Banca Centrale Europea.

È un evento che richiama a se una particolare attenzione. Non si può guardare ad essa come una semplice comunicazione di intenti o una fuoriuscita di informazioni: i mercati reagiscono alle parole di Draghi, prima ancora che la BCE effettivamente agisca.

L’obiettivo primario della banca centrale europea, non che suo ruolo principale, è mantenere costante il tasso d’inflazione dei prezzi, poco al di sotto del 2%.

Nonostante le manovre di Quantitative Easing che la banca centrale sta portando avanti da 9 mesi, l’inflazione odierna è negativa, – 0.1%.

Oltre la crisi finanziaria del 2008, che è chiaramente il fattore principale dell’attuale situazione negativa dell’economia, il crollo dei prezzi del petrolio influisce considerevolmente.

Il mese scorso il Presidente definì tale effetto sui prezzi “transitorio”, ad oggi la preoccupazione è che non sia così.

Le proiezioni ufficiali sul tasso di crescita sono dell’1.4% per quest’anno e 1.8% per il 2017; circa l’inflazione, invece, si prevede di tornare a livelli accettabili solo nel 2017.

Prima della conferenza, Bloomberg ha intervistato 53 economisti, tutti avevano predetto che il Consiglio Direttivo avrebbe mantenuto stabili i tassi di interesse: così è stato.

Per quanto riguarda invece le misure non-standard di politica monetaria, centrale è l’acquisto di asset, per iniettare moneta nel sistema. A riguardo Draghi ha detto: “Procederanno costantemente e continueranno ad avere un impatto positivo per il costo e la disponibilità del credito, sia per le imprese che per le famiglie.”

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Il prossimo meeting si terrà il 3 Dicembre, a Francoforte; in quella data saranno disponibili le proiezioni macroeconomiche per il nuovo anno.

Draghi ha annunciato che, sulla base di queste, il Consiglio prenderà nuove misure e probabilmente riorganizzerà il Quantitative Easing in termini di grandezza, composizione e durata. Per il momento l’acquisto di titoli di Stato è programmato fino a Settembre 2016, ma potrebbe essere protratto se il tasso d’inflazione sul breve termine ancora lo richiederà.

Per rispondere ad una domanda di un giornalista del Wall Street Journal, Draghi ha dovuto spiegare perché, effettivamente, la BCE spende 60 miliardi al mese per comprare titoli di Stato dei Paesi Europei; il tutto per combattere un fenomeno, la deflazione, che agli occhi di qualsiasi famiglia media europea sembrerebbe essere positivo.

In effetti, un’inflazione bassissima o inesistente migliora il potere d’acquisto delle famiglie ma aumenta il valore reale del debito: più alta è l’inflazione, più basso è il valore reale del debito pubblico, ecco perché mantenere il tasso di inflazione intorno al 2% è necessario per promuovere la crescita del Paese e al contempo anche il consumo.

Inoltre, esiste un problema di misurazione con il tasso d’inflazione equivalente circa a 1.5 punti percentuali: ciò giustifica, ancor di più, il fatto che il tasso obiettivo sia superiore allo zero.

Infine, quando l’inflazione è molto bassa il tasso di interesse reale aumenta e potrebbe superare il livello di equilibro per il quale gli investimenti sono uguali ai risparmi.

La reazione dei mercati, alla conferenza di Malta, è la seguente: Piazza Affari ha chiuso la giornata con un rialzo del 2%, positive anche tutte le borse europee, e il valore dell’€uro rispetto al dollaro è sceso sotto l’1.12.

Tirando le somme, l’impatto delle parole di Draghi sembra essere stato positivo.

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