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L’intervista, “Pugni, schiaffi e mani legate: Carmela Guadagni racconta la sua notte di terrore”

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« Appena mi sono svegliata mi hanno legata al letto con un lenzuolo, picchiata, schiaffeggiata, presa a pugni. Poi sotto la minaccia di un coltello e con una pila puntata in faccia mi hanno detto che se non cacciavo i soldi e i gioielli mi avrebbero ammazzata ». Carmela Guadagni, 62 anni, nubile, racconta tra le lacrime la sua notte da arancia meccanica. Alle tre e mezza di ieri la donna ha subito una rapina in casa di quelle terribili, da crepacuore. Nel buio pesto quattro energumeni hanno fatto irruzione, il volto coperto da passamontagna, all’interno della malandata casetta di contrada Guadagni in cui vive da sola, in una masseria povera, senza nemmeno l’asfalto, periferia sudoccidentale di Pomigliano. Carmela in quel momento stava ovviamente dormendo. Appena i delinquenti l’hanno svegliata per lei è iniziato un lungo incubo a occhi aperti, durato un’ora circa. Alla fine, dopo averle legate le mani al letto e a suon di botte e minacce i rapinatori sono riusciti a portarle via tutti i gioielli di famiglia e duemila euro in contanti. I criminali hanno fatto perdere rapidamente le tracce. Sul posto sono giunti i carabinieri e un’ambulanza del 118. Intanto Carmela ora sta un po’ meglio. Per fortuna può almeno raccontare la sua brutta storia da periferia violenta, abbandonata al suo insicuro destino. Emergono infatti particolari disarmanti dal racconto della vittima « Da quando è morta mia sorella, quindici giorni fa, io dormo qui, nel salone, perché non voglio stare nella stanza in cui dormivo con lei, che pure era nubile come me. Non so da dove siano entrati i rapinatori, quel che è certo è che me mi hanno svegliata loro: mi hanno subito messo le mani sulla bocca e quindi legata al letto ». Sequenze terrificanti. Uno dei quattro puntava una pila sul viso della sessantenne e la minacciava con un coltello mentre gli altri mettevano la casa a soqquadro. « Il mio amico – le ha intimato l’aggressore – deve fare il biglietto per andare in Albania: dacci i soldi entro due minuti altrimenti ti ammazzo ». « Parlava con un accento straniero – la ricostruzione di Carmela – ma io nel frattempo piangevo ». Dopo aver messo tutto sottosopra i delinquenti hanno trovato nascosti in un armadietto del bagno tutti i gioielli di famiglia e duemila euro in contanti che erano stati messi in una busta all’interno del mobile della sala da pranzo. « Quei soldi – spiega ancora Carmela – li avevo preparati grazie al contributo di tutti i parenti per pagare oggi il funerale di mia sorella Rosa. Io di mio non ho niente: non lavoro. Mi aiutano i parenti, i miei cugini ». Scene spietate: « Per farmi dire dove tenevo le mie cose mi hanno picchiata, presa a schiaffi, pugni. Mi hanno schiacciato la faccia sul materasso ». Quando il commando ha preso ciò che voleva e si e allontanato verso il piano di sopra dell’alloggio la vittima è riuscita a liberarsi e a guadagnare la porta di casa. Una volta fuori la donna ha subito citofonato ai vicini di casa. « Ho gridato aiuto – ricorda Carmela – e poi mi sono nascosta dietro a una macchina perché avevo paura che loro potessero tornare a prendermi ». Quindi l’arrivo dei carabinieri e dell’ambulanza. Ieri sera tutto il vicinato era stretto attorno alla vittima della rapina. « So che una telecamera piazzata su una casa qui vicino ha filmato qualcosa dell’aggressione: i rapinatori sono venuti qui con una macchina », il racconto di una signora che è andata a trovare Carmela. Il sospetto diffuso è che i quattro criminali abbiano agito su commissione, forse grazie a un basista della zona. La vittima però non ha riconosciuto nessuno: « Avevano corporature prestanti, giovanili, e l’accento straniero per cui non ho mai avuto la sensazione di averli incontrati prima ».