Home La natura nel golfo L’Oasi Astroni riapre al pubblico. È boom di presenze

L’Oasi Astroni riapre al pubblico. È boom di presenze

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Dopo l’estate di incendi, l’Oasi WWF Cratere Astroni ha riaperto i battenti, consentendo ai visitatori di accedere solo alla parte della Riserva miracolosamente scampata alle fiamme. Un sentiero di 5,5 km nel bosco dell’ex riserva borbonica: il Sentiero Natura.

Quasi due mesi fa un enorme incendio aveva invaso i pendii e il cratere dell’Oasi, bruciando numerosi ettari di bosco. Un evento disastroso che ha devastato il 62% del polmone verde della città di Napoli, costringendo l’area alla chiusura.

Ma grazie al Comune di Pozzuoli che ha messo a disposizione gli automezzi, all’infaticabile lavoro dei rocciatori che hanno messo in sicurezza i versanti colpiti dagli incendi e dalle piogge per evitare frane e smottamenti, e grazie all’impegno dei volontari e del personale interno, finalmente, sabato 30 settembre, la Riserva ha riaperto i battenti facendo registrare oltre mille presenze in soli due giorni. Un risultato insperato, visto l’annuncio fatto tramite social solo il giorno prima.

Una riapertura, dunque, a lungo attesa dalla cittadinanza che – anche tramite i social – non ha mai smesso di seguire e di incoraggiare gli operatori dell’Oasi.

La principale attrazione, nei cinque chilometri di percorso, rimane la mostra “Dinosauri in carne ed ossa”, lambita anch’essa dalle fiamme che fortunatamente però hanno bruciato solo uno dei modelli a grandezza naturale, immersi nel bosco degli Astroni.

“Giorni e orari di apertura potranno subire delle variazioni”, si legge sul sito dell’Oasi, “si consiglia pertanto di prendere contatti con la Riserva prima di recarsi in escursione”. Ma ora, una volta riaperta l’area, si punta a renderla tutta visitabile. Bisogna fare ancora numerose verifiche e diversi interventi, perché i danni stimati ammontano a 540.000 euro. Cifre enormi per un’Oasi, ma irrisorie per enti come Comune e Regione, a cui il Direttore dell’Oasi Fabrizio Canonico ha chiesto aiuto.

Intanto i primi gesti di solidarietà arrivano dalla cittadinanza, dagli affezionati fruitori della riserva flegrea, che stanno dando un contributo per le opere di risistemazione, nella speranza di poter godere quanto prima di tutti i 250 ettari protetti. E chissà se, come molti sperano, la mostra “Dinosauri in carne ed ossa” possa essere prolungata fino a primavera, invece che terminare il 5 novembre, come stabilito prima dell’incendio.