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Mikele Buonocore. Voce del sud, sound internazionale.

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 Partecipa con due brani al Festival di Napoli il cantautore vesuviano che porta orgoglioso suono e melodie del sud verso un mercato sempre più ampio.

Percorso lungo e pieno di orgoglio. Il lavoro di Mikele Buonocore si è modificato via via: “sono vent’anni che faccio musica, se penso ai primi anni rispetto ad oggi so di essere cresciuto, sono meno ribelle, più attento. Capisco la responsabilità di chi scrive. Oggi il mio messaggio è rivolto a tutti i giovani, deve essere un messaggio positivo di incoraggiamento”. Mikele Buonocore ha l’orgoglio nella voce, voce intensa che mescola le sonorità del sud con un sound che mira alle vetrine internazionali “Perché il nostro più che un dialetto, è una lingua con un’identità che può essere capita anche oltre” sottolinea. Cantautore da oltre vent’anni, nativo di San Giorgio a Cremano: “Ma ho  vissuto per anni a Sant’Anastasia e attualmente vivo  a Somma Vesuviana nel Casamale” ci racconta della partecipazione al Festival di Napoli New Generation 2017, occasione che negli anni ha premiato numerosi talenti. Le ultime serate svoltesi al Politeama di Napoli, la direzione artistica di Massimo Abbate la presidenza del grande Mogol, Mikele presente con due brani “Io voglio sulo a te” di cui è autore di testo e musica, e con il brano “Na bella vita” interpretato dal tenore Raffaele Beneduce. Entrambi in lizza per la vittoria. Il cantautore, risponde a qualche domanda sul percorso fatto fino ad ora.

«Mikele ,  parlaci del Festival di Napoli.»

«Su seicento in gara, siamo rimasti in quaranta tra cantanti e cantautori. I video presenti su youtube possono ancora essere votati fino al 30 dicembre. Io sono presente con due brani “Io voglio sul a te” di cui sono autore e interprete con l’arrangiamento del Maestro Ciro Perna e di Maurizio De Franchis e “Na bella vita” della quale sono autore, cantata dal tenore Raffaele Beneduce. In base ai voti della rete si farà la graduatoria finale.»

«Come è la tua musica, il tuo stile?»

«La mia musica ha una radice popolare. Mastico musica da vent’anni, se dovessi dire qual è la mia impronta direi che è internazionale per le collaborazioni che ho voluto cercare nel tempo. Ho fatto una musica puntando a messaggi che riguardassero il sociale, l’unica canzone “d’amore” l’ho portata al Festival di Napoli, ma parlo d’amore per accogliere in una sorta di abbraccio che strappi una speranza, più che cercare la lacrima di un pezzo d’amore.»

«Quanto è faticoso emergere, vivere di musica?»

 «Molto, tutto cambia, non esiste più la figura classica del produttore. Oggi devi investire i tuoi risparmi, investire su di te, il percorso è lungo, un terno a lotto. Io ho sempre scritto, suonato e condiviso, cercato di imparare dagli altri. Carpire dagli altri mi migliorava e ho assorbito dalle collaborazioni. Da dieci anni collaboro con Maurizio De Franchis, amico, produttore, un talento eccezionale, che dà la possibilità di imparare, approfondire la parola napoletana come quella italiana e avere un sound diverso essendo stato in Inghilterra per anni. Lui è stato collaboratore dei Souled Out (poi diventati grazie a una fusion Planet Funk) e voce storica di Tony Esposito, ha collaborato con Gianni Bella e tanti nomi importanti. Per essere vicino a tanti grandi c’è voluta molta umiltà»

«Quanto sei cambiato nel tempo? »

 «C’è stato un tempo in cui sono stato ribelle, non volevo compromessi ma non conoscevo la mia forza. Accettavo la serata gratuita che alla fine non dava nulla, non conoscevo il valore di ciò che facevo. Oggi sto ancora alla larga dai compromessi ed ho imparato a dare valore a me stesso e a quello che scrivo. Il riscontro che ho avuto nel tempo mi ha dato forza e identità. Per anni sono stato distante, fermo, disilluso, poi tutto è ripartito. Oggi dico che l’impegno ripaga sempre. Chi scrive ha una grande responsabilità questo lo impari col tempo.»

«La soddisfazione che ti ha regalato il Festival di Napoli?»

 «Impagabile. Per la vittoria finale io e il maestro Beneduce concorriamo entrambi con un brano scritto da me. La soddisfazione è doppia. Dopo vent’anni, dopo aver pensato di abbandonare tutto, sapere che un tuo brano è piaciuto ad un altro, ti riempie di orgoglio.»

«Obiettivi futuri?»

 «Portare il timbro e la lingua napoletana in una dimensione internazionale. Facendo una ricerca originale di suono, melodia, come ha già fatto Pino Daniele.»

E’ possibile votare per gli artisti in gara, online cliccando sui link sottostante, mettendo un ‘mi piace’ ai video. La votazione si concluderà il 30 dicembre 2017.

Per votare Mikele Buonocore cliccare questo link: https://youtu.be/yhhTXgKws5Q

Per votare il brano di Raffaele Beneduce: https://www.youtube.com/watch?v=SpgeLoi6xJc