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Omicidio del Natale 2016: l’imprenditore Vincenzo La Gatta è libero. La mamma del giovane ucciso: « Ingiustizia è fatta »

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Il tribunale del Riesame di Napoli ha revocato gli arresti domiciliari per Vincenzo La Gatta, 48 anni, noto imprenditore del settore aeronautico accusato di aver ucciso con la sua pistola all’una del mattino del 24 dicembre del 2016 Giuseppe Di Marzo, 35 anni, disoccupato, durante una lite per futili motivi avvenuta sulla strada a poca distanza dal resort Pietra Bianca, di proprietà di un altro imprenditore amico di La Gatta, Salvatore Sassone, in un primo momento coinvolto nella lite sfociata nel sangue. Dunque, dopo quasi un anno ai domiciliari La Gatta torna in libertà. Secondo il Riesame l’imputato, che al processo deve rispondere di omicidio volontario aggravato, non presenta rischi di reiterazione del reato. Ieri intanto c’è stata la prima udienza del processo. Davanti al tribunale di Nola c’erano la sorella di Giuseppe, Imma, e la mamma, la signora Barbara.  « La notizia del ritorno in libertà di quella persona – hanno detto le due donne – ci ha fatto tornare il dolore che abbiamo provato un anno fa. La decisione del giudice ci fa ripiombare nell’angoscia e ci lascia sgomente e costernate. Non è possibile che chi commette reati così gravi, tra l’altro reo confesso, riacquisti in così poco tempo la libertà ». La prossima udienza del processo si terrà il 22 dicembre. La Gatta ha chiesto e ottenuto il rito abbreviato, che consente uno sconto di pena rilevante, di circa un terzo. I suoi legali stanno sostenendo che il colpo di pistola sia partito in modo accidentale e che la colluttazione sia stata ingaggiata da La Gatta con Di Marzo per legittima difesa. A ogni modo l’anno scorso il gip in sede di convalida dell’arresto effettuato dai carabinieri ha affermato che La Gatta sparando a bruciapelo si è reso protagonista di un gesto sproporzionato al pericolo realmente rappresentato in quella colluttazione. Si prevede entro gennaio il verdetto del giudice del rito abbreviato.