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Ottaviano: gli alunni dell’I.C. “Beneventano” regalano una meravigliosa “lezione” sulla bellezza del sogno che si fa musica

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Sulla splendida “scena” dei giardini di Palazzo Medici i ragazzi hanno recitato un adattamento del “Sogno di una notte di mezza estate”, e in piazza San Giovanni il coro dell’ Istituto ha interpretato canzoni che si ispiravano al tema del sogno. L’importanza di un coerente e originale progetto didattico che arricchisce il patrimonio culturale e la sensibilità degli allievi.

Giovedì 22 giugno nei giardini del Palazzo Medici gli alunni dell’I.C. “D. Beneventano” hanno interpretato la pièce “Sognando Shakespeare”, libero adattamento di un immenso capolavoro del genio inglese, “Sogno di una notte di mezza estate”. L’evento concludeva il percorso del “por” “Teatro Scuola Viva”: e bisogna riconoscere i meriti dell’ Istituto, della Preside Fornaro, della prof.ssa Giovanna Andreoli, dei docenti tutti, che hanno individuato nel teatro il “momento” e lo strumento capaci di arricchire il patrimonio culturale dei ragazzi, di affinarne la sensibilità, di abituarli a esprimersi come singoli e nello stesso tempo come membri di un gruppo, di avvicinarli alla magia della realtà che si fa sogno, e del sogno che si fa chiave di lettura della verità. E, per svolgere questo progetto, non si poteva scegliere opera più adatta del testo scespiriano, che, disse Benedetto Croce, sembra nato da un sorriso, tanto è delicato, sottile, aereo.
Per quello che ho potuto vedere, devo riconoscere che i registi Rosario D’ Angelo e Tiziana Mastropasqua, la “tutor didattica” prof.ssa Andreoli, e i ragazzi hanno saputo cogliere, esprimere, rappresentare la leggerezza della fiaba e le vibrazioni dell’ironia che apre le porte alla realtà. Ho assistito a passaggi di una recitazione incantevole: e mentre ascoltavo, pensavo, con malinconia, al mio amico Antonio Annunziata, prematuramente scomparso, alla sua razionale passione per il teatro, alla sua idea di portare nelle scuole un progetto sulle “tecniche dell’improvvisazione”. E poi mi guardavo intorno, e mi chiedevo quanto contribuisse all’incanto la bellezza del “luogo”, il giardino, la facciata del Palazzo: e la voce melodiosa dei giovani attori mi spingeva a ricordare che in quel “luogo” hanno suonato Cimarosa e Bellini e hanno cantato, tra il 1840 e il 1880, tenori di grande fama, e che l’ultima signora del Palazzo, Maria Eleonora Gallone dei principi di Tricase, fu, per diletto, una raffinata pianista.
Sarebbe un’esperienza straordinaria ascoltare, nella scenografia del Palazzo, la musica d’ acque della “Grotta di Fingal” che a Felix Mendelssohn venne ispirata dalla commedia di Shakespeare. I ragazzi dell’I.C. Beneventano e i loro docenti possono compiere il “miracolo”: mi auguro che il loro “viaggio” sulla scena del teatro continui, perché diceva Eugène Ionesco che il teatro forse non serve a niente, ma è indispensabile che ci sia.I ragazzi e i loro docenti meritano un “grazie” anche perché hanno indicato una strada a chi ha il compito di promuovere il patrimonio di arte e di cultura della nostra città.
Del resto, la musica è parte importante dei programmi dell’I.C. “Beneventano”. Il coro dei ragazzi, diretto splendidamente dalla prof.ssa Andreoli, si è esibito in piazza San Giovanni, nella prima serata della “Sagra”, in un repertorio che si svolgeva intorno al tema del “sogno”, quasi a dimostrare che tra Shakespeare, “ Healt the Word” di Michael Jackson e “I have a dream” degli Abba c’è una trama di corrispondenze: la speranza in un mondo migliore, il culto della bellezza, il valore dei sentimenti. Gli amici presenti in piazza mi hanno detto che i ragazzi hanno cantato “Healt the Word” con una intensità tale da trasmettere al pubblico, immediatamente, ogni impulso della loro emozione. Mi piace pensare che anche in questa circostanza abbia esercitato la sua influenza la magia del “luogo”, poiché la piazza e la Chiesa di San Giovanni sono state testimoni, nei secoli, di una bella storia di musica sacra e di canti popolari, come quelli che l’8 maggio accompagnavano la recita della “caduta” del diavolo davanti al vincitore San Michele. Il coro ha anche cantato un originale arrangiamento dell’inno dell’ I.C. “ Beneventano”, un testo scritto dagli alunni e musicato dal prof. Patalano. Il pubblico ha apprezzato la bella voce di Alessia Menna e la delicata poesia “Ho sognato un fiorellino”, scritta da un alunno di terza, Emanuele Vitobello, che ha conquistato il secondo premio al concorso “Il maggiolino d’oro”, organizzato dal primo Circolo di Pomigliano e patrocinato dal “Miur”.
Musica, canto, teatro: una scuola che insegna agli allievi l’arte del ritmo e delle pause, che consente agli allievi di confrontarsi con il pubblico e di misurarsi con tecniche complesse e raffinate, una scuola in cui gli insegnanti conoscono ancora il valore della “passione” è una scuola “buona”, è una scuola “bella”. Qualche mese fa, nel Circolo “A.Diaz”, mentre osservavo l’espressione della prof.ssa Andreoli che dirigeva il coro dei ragazzi, mi venne da pensare che il “mestiere” di insegnante sia, nonostante tutto, ancora un “mestiere” affascinante.